«Dal Comune di Pavia incarichi agli amici». FdI va all’attacco del festival Indie
PAVIA. «Quando come centrodestra eravamo al governo della città la sinistra ci dava lezioni di etica e adesso fanno quello che contestavano a noi affidando incarichi e contratti a persone che erano candidate a sostegno di Michele Lissia». Nicola Niutta, capogruppo di Fratelli d’Italia e Matteo Chiù, vice presidente del Consiglio comunale, attaccano la maggioranza sul terreno dei “due pesi e due misure”. Lo fanno sulla base di documentazione acquisita in riferimento a incarichi e al conferimento di un ruolo da dirigente a tempo determinato.
Il festival
La premessa, che gli stessi esponenti di FdI fanno in un documento, è che non si sta certo parlando di illeciti quanto di inopportunità politica. Il principale oggetto di “contestazione” è il Pavia Indie Festival, fortemente voluto dal sindaco Michele Lissia e che prenderà avvìo domani sera. «L’incarico per la realizzazione dell’evento – dice Niutta – è stato affidato con procedura diretta - e quindi senza gara pubblica - alla cooperativa Kaboom e a Downtown studios, entrambe realtà riconducibili alla medesima persona candidata alle elezioni comunali del 2024 nella lista del vice sindaco Alice Moggi, cioè Pavia a colori. La cooperativa, significativamente, risulta costituita pochi giorni prima dell’affidamento e gestirà un budget di oltre 76mila euro, di cui 13mila direttamente per la stessa cooperativa». Gli esponenti di FdI contestano anche un altro incarico da 4.500 euro per l’iniziativa “Quartieri pop” affidato alla stessa persona, che sarebbe poi Guido Tronconi, titolare dei Downtown studios e candidato alle comunali dello scorso anno con Pavia a colori (prese 96 preferenze). Il diretto interessato replica: «L’idea di un festival di indie rock era nato prima della costituzione della cooperativa, che esiste per promuovere la musica e la cultura in città. E comunque, detratte tutte le spese, agli organizzatori andrà una parte davvero minima dei 76mila euro citati». Ma l’esposizione dei consiglieri di Fratelli d’Italia, ieri mattina, non si è fermata al festival. Dell’elenco fa parte un incarico da 7mila euro per una campagna contro le truffe agli anziani dato a una ex candidata di Pavia al centro dall’assessorato guidato da Rodolfo Faldini, fondatore della lista Pavia al centro: «Si tratta di una professionista che si era fatta avanti per questo progetto – dice Faldini – e non c’è nulla di irregolare. Mi chiedo: se uno si candida alle comunali allora non può più lavorare nel suo Comune? Sarebbe una discriminazione al contrario».
La dirigente
Nell’elenco dei consiglieri meloniani rientra anche un incarico da 2.500 euro per la realizzazione di un video a un’altra ex candidata di Pavia a colori e poi l’assunzione di una nuova dirigente comunale, «figura da tempo legata al Partito democratico e candidata con lo stesso alle elezioni del 2019». Il riferimento è a Tiziana Alti, funzionaria dell’Ispettorato del lavoro che avrà un incarico da dirigente a tempo determinato (legato alla durata del mandato del sindaco) con la responsabilità di coordinare l’Unità strategica per l’innovazione urbana (promozione territoriale, grandi eventi, rapporti con l’Università) e di seguire Progetti e reti internazionali della città.
«Ricordo – ha concluso Niutta – la polemica per l’assegnazione dell’uso del castello al consigliere leghista Comini da parte dell’allora consigliera di opposizione Moggi. Vorrei capire se si tratta della solita doppia morale». E Matteo Chiù ha aggiunto: «Mi chiedo se solo le persone vicine al centrosinistra abbiano le competenze per ottenere questi affidamenti. Sarebbe meglio procedere con bandi pubblici».
Il sindaco Lissia: «Selezione pubblica»
Il sindaco, Michele Lissia, non entra nel merito degli affidamenti di incarichi, ma reagisce con forza alle parole che riguardano la futura dirigente comunale: «Credo da sempre nella separazione tra la parte politica e quella dirigenziale – dice – e questo significa che gli amministratori danno l’input politico che poi viene tradotto in realtà dal lavoro degli uffici. In altre parole, non sono io né sono i miei assessori a decidere chi organizza un festival, noi decidiamo solo se farlo o meno, poi le procedure di selezione spettano a dirigenti e funzionari». «Quello che dipende da me – aggiunge il sindaco – è la scelta fiduciaria di un nuovo dirigente. In questo caso c’è stata una procedura a evidenza pubblica e la dottoressa Alti si è piazzata al primo posto su un elenco di 15 candidati ammessi alla fase finale. Non ammetto insinuazioni su una procedura che è stata seguita dagli uffici nella massima trasparenza». Nessuna replica ufficiale, invece, da parte di Pavia a colori, anche se ambienti della lista civica fanno notare come alcuni degli incarichi più “pesanti” tra quelli conferiti da questa amministrazione (ad esempio per il ponte di viale Ludovico il Moro) siano andati a un tecnico che alle ultime elezioni comunali era candidato consigliere con la lista Pavia Ideale a sostegno di Alessandro Cantoni e insieme alle sigle del centrodestra.
Tre gruppi ogni sera: giovedì si comincia al parco Teresa Sarti
Al via domani, venerdì 13 giugno, tra le polemiche politiche, la prima edizione del Pavia Indie Festival, tre serate gratuite (che avranno sempre inizio alle ore 19) in programma in due differenti luoghi della città, il parco Teresa Sarti di via San Giovannino e piazza del Carmine. Vediamo il programma del festival organizzato dal Comune di Pavia in collaborazione con la neonata Cooperativa Kaboom e da Matteo Forgiarini, collaboratore del circolo Arci Biko di Milano. La prima serata (in programma appunto domani) si svolgerà al parco Sarti e prevede queste tre band: Il generatore di Tensione, duo bolognese che fonde cantautorato, indie e rap, quindi Materazi Future Club, collettivo musicale nato a Milano nel 2020 dall’incontro tra tre coinquilini che hanno condiviso la passione per il calcio anni ’90 e per il post punk; a chiudere la serata The Smoke Orchestra, formazione disco-funk. Sabato 14 giugno la location del Pavia Indie Festival sarà piazza Del Carmine con altre tre proposte: Gioia Lucia, cantautrice italiana nata nel 2003, che ha appena presentato il suo primo e interessante album di pezzi inediti; Il mago del gelato, band milanese che fonde funk, afrobeat e jazz e Savana funk, trio che nel 2019 ha aperto il tour di Jovanotti ed è stato house band di Propaganda Live su La7. Il festival termina domenica 15 giugno sempre in piazza del Carmine, con Gaia Banfi, polistrumentista e produttrice milanese, Giungla, pseudonimo di Emanuela Drei, sound designer romagnola e Mercanti di liquore, storica band lombarda attiva dal 1995 che proprio quest’anno è tornata con il disco di inediti “Non ci troverete mai”. —