Mercenasco, Scarmagno e Perosa fuori dal Distretto del commercio
ROMANO CANAVESE. Il Distretto del commercio diffuso Piccolo anfiteatro morenico del Canavese, costituito nel 2021 da cinque dei sei Comuni dell’ex Unione collinare sciolta nel 2020, a meno di quattro anni dalla costituzione, nei mesi scorsi è stato sull’orlo del suo scioglimento. Ma questa volta, a differenza di quanto era purtroppo successo per l’Unione collinare, grazie ad un sussulto di responsabilità dei due sindaci dei Comuni maggiori, Romano e Strambino, è stato evitato un nuovo fallimento della collaborazione intercomunale nel territorio dello strambinese. I Comuni di Mercenasco, Scarmagno e Perosa hanno però confermato la scarsa vocazione alla condivisione delle iniziative di governo del territorio.
Visti soldi chiesti (comunque poche centinaia di euro l’anno) ai rispettivi Comuni per la gestione del Distretto del commercio diffuso, i tre piccoli centri hanno deciso di non rinnovare la loro adesione, con il concreto rischio della fine dell’organismo intercomunale che nei quattro anni di attività ha portato decine di migliaia di euro di contributi pubblici destinati alla promozione turistica e anche ai singoli operatori commerciali.
Soltanto lo scorso anno nove esercizi commerciali del Distretto hanno potuto contare sui circa 60mila euro di contributo regionale concessi loro (pari all’80 per cento dell’investimento, fino ad un massimo di 8mila euro cadanuno) per i lavori di abbellimento esterno dei loro negozi e in precedenza l’organismo intercomunale aveva ricevuto altri contributi regionali a partire dai 20mila euro iniziali del 2021.
Il Distretto del commercio ha promosso la formazione dei commercianti sulla gestione dei social a fini promozionali ed anche la nascita di punti di informazione sul territorio.
Alla recente richiesta regionale di conferma dell’iscrizione nell’elenco dei Distretti del commercio del Piemonte, però, i tre piccoli Comuni di Mercenasco, Scarmagno e Perosa hanno risposto negativamente e nello scorso maggio hanno confermato la volontà del rinnovo di adesione al Distretto del commercio diffuso solo i due Comuni maggiori Romano, entre capofila, e Strambino, definendo il nuovo perimetro geografico dell’organismo intercomunale e l’adesione alla Confesercenti di Torino.
«Con la collega sindaca Sonia Cambursano abbiamo scelto di continuare – ha spiegato il sindaco di Romano Oscarino Ferrero –, contribuendo alle spese di gestione in maniera proporzionale alla popolazione (circa due terzi Strambino, con seimila abitanti, ed un terzo Romano, con circa tremila residenti) cercando di ridurre i costi di funzionamento del nuovo Distretto. Per questo abbiamo deciso di rinunciare al direttore Michele Berrino, affidando alla dipendente del Comune di Romano Elisa Orlandi il compito di coordinare le attività di Distretto del commercio dei Comuni di Romano e Strambino, che hanno deciso di far sopravvivere il Piccolo anfiteatro morenico canavesano». sandro ronchetti