Elezioni rettore, Figini accusa: clima avvelenato dalla politica
PAVIA. Silvia Figini, preside di Scienze politiche e seconda per preferenze alle elezioni del nuovo rettore o rettrice di ateneo, accende la campagna in vista del secondo turno e accusa: «Se serve andrò avanti fino al ballottaggio perché rispetto i miei elettori e sostengo il confronto democratico, nonostante in questa competizione sia stata oggetto di attacchi al limite della diffamazione che vanno oltre il normale dibattito».
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La docente che alle urne di mercoledì ha ottenuto 430 voti silenzia le voci che parlavano di potenziale ritiro in cambio – magari – di un accordo con Alessandro Reali, in vantaggio con 619 voti: al terzo posto Stefano Sibilla con 212. E sebbene dica di voler proseguire da sola, Figini invia un possibile segnale: «430 persone, che ringrazio, hanno creduto nel mio programma e 212 in quello di Sibilla. Insieme sono più dei 619 voti di Reali». E sebbene non punti il dito contro nessuno, la docente racconta la propria versione sulla campagna elettorale: «In certi momenti ha assunto modalità incompatibili con quelli di una comunità sana. Mi sono state attribuite appartenenze politiche non mie, forse supponendo che queste voci non sarebbero arrivate: è importante sapere che non ho tessere di partito né faccio militanza per nessuno». Il riferimento indiretto di Figini (che è sindaca di Casalnoceto eletta come civica) è a un video di circa tre anni fa: ritrae un suo intervento durante un incontro del Comitato Nord, la fallimentare esperienza politica di Umberto Bossi per tornare alla Lega delle origini, sostenuta anche dall’allora eurodeputato Angelo Ciocca. «Ero stata invitata per tenere un intervento tecnico da cui sono stati estrapolati solo pochi minuti. Chi lo usa per screditarmi tace sul fatto che ho partecipato a incontri e invitato esponenti politici di parte opposta, nel massimo rispetto di ogni idea. La politica non è dietro di me». Non è l’unico attacco che Figini sostiene di aver subìto: «Mi sono state riferite diffamazioni che vanno oltre l’offesa personale rivolte contro la gestione del mio dipartimento, che invece è in ordine e gode di riconoscimento nazionale e internazionale ed è stato candidato come dipartimento di eccellenza».
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«Libera dal consociativismo»
La docente vuole andare avanti: «Tutti quelli che ho sentito mi hanno chiesto di continuare, confidando nelle possibilità di rinnovamento positivo per il nostro ateneo, di cui nessuno deve avere paura: l’obiettivo è più che mai raggiungibile. Qualcuno dice che la mia elezione porterebbe a una novità per l’ateneo, la prima donna rettrice a Pavia: io non ho puntato su questo ma sulle novità proposte dal mio programma, vado avanti con determinazione e rispetto per gli altri candidati. Il confronto deve essere sui programmi e non su altro. Questa università deve essere libera dal consociativismo che spesso vorrebbe limitarne la grandezza, le persone dell’ateneo devono essere certe di potersi esprimere contando su un ambiente positivo che le valorizzi».
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Giovedì si riaprono i seggi
Mercoledì si è tenuto il primo turno di votazioni per eleggere il nuovo rettore o rettrice di ateneo dopo i sei anni di Francesco Svelto. Nessuno dei tre candidati in corsa (i docenti Silvia Figini, Alessandro Reali e Stefano Sibilla) ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti pesati - 761 – necessari per vincere. Il più votato è stato Alessandro Reali, con un solido consenso tra i professori e la larga maggioranza tra il personale: con 619 voti, ha staccato Figini di 189 (430 preferenze per lei) e Sibilla, indicato da 212 schede e per questo indietro di 407. Nell’elezione più partecipata degli ultimi anni (85.25 per cento grazie al voto elettronico) il 33 per cento dei rappresentanti degli studenti – il cui voto conta quanto quello di un professore – si è astenuto, in attesa di capire i rapporti di forza tra i candidati: è uno dei bacini che i candidati dovranno sfruttare per arrivare al quorum, che nei successivi appuntamenti elettorali non si abbasserà. Il secondo turno di votazioni si terrà giovedì 12 giugno, il terzo il 17 e l’eventuale ballottaggio tra i due candidati più votati il 24 giugno. Nonostante nei giorni scorsi ci siano state delle interlocuzioni a distanza tra i candidati, la partita sembra tutt’altro che chiusa.