“Liberi di ridere”: satira made in Voghera. 70 anni di storia cittadina nei numeri unici
Un libro sulla satira e la goliardia vogherese, che ripercorre quasi 70 anni di storia cittadina, analizzando i numeri unici e i giornali umoristici dell'epoca. Oggi pomeriggio (ore 17) alla biblioteca Ricottiana verrà presentato “Liberi di ridere-i numeri unici a Voghera 1928-1994” (Ticinum Editore), a cura di Ambrogio Arbasino e Angelo Vicini, con il contributo di Guido Conti e Gigi Giudice.
Un meticoloso lavoro di ricerca
«Abbiamo fatto un sunto delle storie più curiose, in un volume di 340 pagine – spiega Vicini, scrittore e poeta vogherese – frutto di un meticoloso lavoro di ricerca». I numeri unici, diffusi su tutto il territorio italiano, uscivano in occasione delle feste, in concomitanza con Natale e Pasqua, o per la festa patronale. Vignette, caricature e contenuti satirici canzonavano i notabili della città, dai politici, ai personaggi più in vista. «Il primo numero unico di cui abbiamo trovato testimonianza a Voghera risale al 1928 – racconta Vicini – e si intitola “Iriopoli”. L'evoluzione di queste pubblicazioni segue i cambiamenti della città, come si può notare dalle inserzioni pubblicitarie che riportano la mappa del commercio cittadino». Rime in dialetto e la descrizione di personaggi vogheresi conosciuti e popolari, riuniti in un dizionario biografico, arricchiscono queste pagine, dense di satira pungente. «È curioso notare anche i cambiamenti dal punto di vista grafico di queste pubblicazioni – aggiunge Vicini – che riflettono i cambiamenti della società. Tra gli autori, si possono citare Silverio Riva, che si firmava Silver, e suo papà Nando Riva. Il poeta dialettale Ennio Barbieri, ma anche disegnatori come Dino Grassi, Pino Pini, per fare alcuni esempi. Nel '52, all'interno di “Coprifuoco”, tra i giovani scrittori irriverenti comincia a farsi strada Alberto Arbasino. Questa satira feroce porterà anche ad una querela, da cui gli autori di “Coprifuoco” verranno poi assolti».
Gli autori
Tra i disegnatori dei numeri unici vogheresi, si segnala Mario Bortolato, che per tanti anni ha firmato la vignetta finale della “Settimana Enigmistica” nella rubrica “Le ultime parole famose”. In questa raccolta, compare anche il nome di Giuseppe Pellizza da Volpedo, autore di un disegno, realizzato a Roma nel 1906, destinato al suo amico vogherese Ernesto Majocchi, ideatore del giornale "Iria ridet".
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«Abbiamo poi dedicato un capitolo ai numeri unici dell'istituto Gallini, in cui venivano presi di mira i professori. Quello dei numeri unici è un campo principalmente maschile, con tre eccezioni. Come disegnatrici, figurano infatti una studentessa del Gallini, e due artiste vogheresi, Maria Lisa Lusardi e Silvana Sottotetti». L'ultima traccia di numero unico vogherese risale al 1994, con l'ultima pubblicazione dal titolo "Bala Biut". Celebre anche la "Curtlà" (la coltellata"), rubrica satirica del Giornale di Voghera uscita a metà degli anni '80.
La pubblicazione, che sarà presentata oggi in biblioteca, racconta lo stile ironico di canzonare politici e personaggi autorevoli della città che ha fatto epoca e che rivive in "Liberi di ridere". ALESSANDRO QUAGLINI