Cantina Terre, tensioni durante l’assemblea: arrivano i carabinieri
CASTEGGIO. Alta tensione all’assemblea dei soci della cantina Terre d’Oltrepo che si è svolta giovedì pomeriggio nell’auditorium della Certosa Cantù di Casteggio. L’incontro era stato convocato dai vertici dell’azienda per fare il punto sulla situazione della cantina dopo la difficile annata 2024 con un nettissimo calo della produzione, ma gli animi si sono presto surriscaldati quando la discussione è arrivata al tema del pagamento del secondo acconto delle uve e, soprattutto, quando un gruppo di soci ha chiesto di presentare e votare una mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale Cda. Non essendo un punto all’ordine del giorno, i legali della cantina non hanno ammesso la discussione della mozione. A quel punto, sono volate parole grosse tra soci in platea e dirigenza, tanto che sono dovuti intervenire i carabinieri (già preavvisati dalla dirigenza) per calmare gli animi.
Intanto, ieri è partita una nuova raccolta firme tra i soci per chiedere, in base allo statuto, la convocazione di un’assemblea per discutere della sfiducia al Consiglio di amministrazione. La cantina, quindi, continua a vivere un periodo molto delicato e complesso, dopo che nei mesi scorsi si sono dimessi dal Cda altri due membri, Daniele Gabetta e Luigi Musselli, ed è in corso un’ispezione alla cantina da parte dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Su questo punto, la dirigenza di Terre ha ribadito massima fiducia negli ispettori, sicura che, al termine delle verifiche, non saranno riscontrati problemi.
Lorenzo Callegari, presidente di Terre d’Oltrepo, spiega: «Le dialettiche sono una cosa, gli atti intimidatori un’altra. Siccome da tempo la dirigenza della cantina è soggetta ad atti molto preoccupanti e da attenzionare in ogni sede, siamo stati noi a chiedere alla Questura di predisporre un servizio d’ordine in vista dell’assemblea. Nei giorni immediatamente precedenti erano circolate parole dai contenuti minacciosi e si voleva evitare che la situazione potesse degenerare. L’intervento dei carabinieri va letto in questo senso e si è reso necessario per comportamenti che nulla hanno a che vedere con una divergenza di opinioni. Per il lavoro che stiamo facendo nonostante macchine del fango, una vendemmia disastrosa come quella del 2024 a causa del calo produttivo causato dalla peronospora e agitatori nel dietro le quinte, quello che ci è riservato è davvero meschino e rischia di minare la continuità aziendale con un grave danno di tutti i soci per bene». (ha collaborato Oliviero Maggi)