L’addio di Mitsubishi, il ruolo di Fincantieri, il nodo dei lavoratori a Trieste: cosa è successo al tavolo ministeriale su Wärtsilä
TRIESTE «Mitsubishi si è ritirata dal progetto». Si apre con una doccia ghiacciata la nuova riunione del tavolo ministeriale per la crisi Wärtsilä, convocato con due mesi di ritardo rispetto alla road map stabilita dalle istituzioni. L’incontro si sarebbe dovuto tenere entro settembre, ma è slittato per difficoltà insorte nella trattativa fra la multinazionale finlandese e la cordata Mitsubishi-Ansaldo. Difficoltà emerse in tutta la loro portata. Della joint venture italo-giapponese rimane in campo soltanto Ansaldo, ma la sottosegretaria Fausta Bergamotto annuncia a sorpresa «la disponibilità di Fincantieri a entrare nel progetto», senza tuttavia precisare con quali modalità.
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Addio al sogno dell’idrogeno
Il confronto avvenuto al ministero delle Imprese non rispetta dunque l’impegno di arrivare all’ufficializzazione dei nomi di Mitsubishi e Ansaldo (finora mai formalizzati), mettendo sul piatto il piano per la reindustrializzazione del sito di Bagnoli della Rosandra. I presenti devono guardare tutto un altro film. La sottosegretaria Fausta Bergamotto esordisce informando del passo indietro di Mitsubishi: è l’addio al sogno del parco dell’idrogeno, che non potrà poggiare solo sulle spalle di Ansaldo, il cui impegno si limita alla produzione di elettrolizzatori.
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Una breve comunicazione
Le istituzioni non spiegano i motivi che hanno spinto Mitsubishi al ripensamento. Bergamotto legge una breve comunicazione pervenuta il 28 novembre dalla società giapponese: «L’investimento è provvisoriamente sospeso, avendo incontrato implicazioni organizzative diverse dallo scenario considerato all’inizio dello studio». Altro non è dato a sapere. Così come non è dato a sapere con quale ruolo industriale e nell’ambito di quale progetto Fincantieri potrebbe mettere piedi a Bagnoli. I sindacati chiedono spiegazioni senza ottenere risposte concrete e alla fine parlano di «colpo di teatro», posto che il colosso pubblico della navalmeccanica si è finora sempre tenuto fuori da un coinvolgimento diretto per il subentro a Wärtsilä.
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In attesa di risposte
Dopo i più o meno cauti ottimismi degli ultimi mesi, cala di nuovo la nebbia sulla sorte della fabbrica triestina e degli oltre trecento dipendenti in esubero, che attendono risposte sul proprio futuro da oltre un anno e mezzo dall’inizio della vertenza. La novità di Fincantieri è tutta da approfondire: la società non ha voluto commentare, ma il suo ad Pierroberto Folgiero si è finora sempre detto disponibile a sostenere la reindustrializzazione nelle vesti di cliente di chi sarebbe subentrato a Wärtsilä, escludendo tuttavia il ruolo di attore protagonista.
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La riunione di dicembre
Qualche primo elemento potrebbe emergere entro Natale. L’11 dicembre Mimit e Regione convocheranno una riunione esterna al tavolo di crisi, con l’intenzione di preparare il terreno alla stesura di un Accordo di programma, in cui istituzioni e imprese dovranno delineare il futuro dell’impianto e di tutta l’area strategica di Bagnoli, incluso l’affaccio sul mare finora utilizzato da Wärtsilä, che nei giorni scorsi ha intanto messo nero su bianco con le istituzioni quanto si era già impegnata a fare e cioè cedere al prezzo simbolico di un euro il subentro di altri player nel sito produttivo.
L’Accordo della Ferriera
A Trieste un Accordo di programma celebre esiste già ed è quello della riconversione della Ferriera di Servola. Governo e Regione pensano a qualcosa del genere e puntano a riunire Wärtsilä, Ansaldo, Fincantieri, Autorità portuale, Confindustria, Comuni di Trieste e San Dorligo per tracciare una proposta di sviluppo. I sindacati chiedono di essere coinvolti, ma sui contenuti dell’Accordo di programma manifestano pessimismo perché al tavolo non sono emersi elementi concreti che possano dare speranza ai lavoratori.
Il nodo della solidarietà
La seconda data da segnare in calendario è il 19 dicembre, quando sarà invece riconvocato il tavolo di crisi per affrontare il nodo del contratto di solidarietà in scadenza a fine mese. Le istituzioni faranno pressione su Wärtsilä affinché l’accordo venga prolungato, per garantire un ammortizzatore sociale ai lavoratori in esubero dal primo gennaio in avanti.
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