Greta Sardo e il grande sogno di diventare conduttrice radio
Ivrea
Un amore, una passione e un sogno nella vita: diventare speaker radiofonico. Greta Sardo, 26 anni, di Ivrea, coltiva da sempre un legame forte con le trasmissioni radiofoniche, l’accompagnano nella sua quotidianità, con la musica, con le storie, fino a quando a un certo punto è scattata la scintilla che le ha fatto pensare che anche lei avrebbe potuto fare parte di quel mondo.
Un mondo, quello della radio, che richiede tanto impegno, tanta preparazione, un pizzico di fortuna e moltissimi sacrifici. Nulla che possa incrinare la determinazione della giovane nel diventare, un giorno, conduttrice radiofonica e, come dice lei, «essere quella voce che io da piccola sentivo e che domani vorrei essere per tante persone».
Quando nasce effettivamente la passione per questo lavoro?
«In realtà da quando sono bambina la radio è sempre stato un mezzo di comunicazione che ho utilizzato e ascoltato e riempiva le mie giornate. La passione per fare questo lavoro, però, nasce al liceo. Grazie alla mia parlantina, alla creatività, alla padronanza di linguaggio e alla capacità di attirare l’attenzione: erano in molti a dirmi che avrei potuto lavorare in una radio. La tesina dell’esame di maturità la feci proprio sulla radio. Avevo deciso che questo sarebbe stato il mio lavoro. All’università ho studiato Scienze della comunicazione, laureandomi prima con la triennale e poi con la magistrale nel 2022, con una tesi improntata sul linguaggio radiofonico. Sebbene in questa facoltà ci siano state materie attinenti, ero ancora lontana da imparare come si fa la radio».
Nel frattempo Greta Sardo muove i primi passi per realizzare i suoi sogni e desideri, non sta certo con le mani in mano, e fin dall’università lavora per mantenersi gli studi e non solo. Una volta laureata decide di affacciarsi alla professione e sceglie di frequentare dei corsi specifici in Lombardia. «A Milano si tenevano dei corsi organizzati da Radio Speaker.it, due fine settimana di full immersion. Ho seguito prima un corso di base, poi uno avanzato per la conduzione radiofonica con un insegnante eccezionale, Chicco Giuliani di Radio Deejay. È stata la prima volta che mi mettevo alla prova, con le cuffie, c’era un po’ di teoria, ma il resto è stata tanta pratica. Non avevo mai provato, ma al termine Giuliani mi ha detto che ero portata per questo lavoro e che avrei dovuto insistere. Dopo la formazione ho fatto le mie prime esperienze».
Come è stato l’esordio al microfono?
«Si è trattata di una trasmissione di Radio Speaker Italia per Halloween, è stato emozionante. Sempre grazie al corso che ho frequentato, ho avuto la possibilità di realizzare la mia demo, con la quale ho cominciato ad inviare la candidature e a presentarmi alle radio per iniziare la gavetta. Ho fatto alcune collaborazioni con Radio Viva Network, che ha sede a Nichelino e Carmagnola. A gennaio dovrei cominciare il mio primo lavoro con Radio Deejay Fox, per la sede di Torino, con Oscar Pavanello, che collabora anche con Marco Biondi. Sarà quello il mio primo e vero banco di prova».
Nel frattempo, Greta Sardo continua a lavorare con una casa di produzione video torinese per i quali cura i social e parte della clientela.
Cosa ama di più del fare radio e cosa, invece, si troverà ad affrontare ora che è agli inizi?
«La radio è sempre stata il mio principale passatempo fin da piccola, penso che un giorno ci sarò io a tenere compagnia alle persone, perché la parola è il mio mezzo vincente. Io uso tantissimo i social, ma devo essere sincera: preferisco la radio, i social li uso per lavoro, ma li preferisco più nella vita privata. So che sarà difficile fare strada nella radio, anche perché ci hanno sempre ribadito che prima di arrivare a farsi un nome, èuna sorta di lavoro non remunerato. All’inizio è solo passione, alla quale è necessario affiancare un lavoro per mangiare. Per arrivare ad essere una professione vera e propria ci vuole tantissima pratica per apprendere tecniche e tempi. Ma questo è quello che amo e non temo l’impegno, mi sento determinata. Quello che so è che bisogna perseverare a mandare la propria demo, ad andare di persona nelle radio e cominciare a fare pratica. Poi, ho intenzione di seguire altri corsi e non fermarmi, migliorandomi sempre». —