Sottrae un telefono e viene processato, poi esce dal tribunale e ruba un giubbotto
Martedì sera era stato arrestato per aver sottratto un cellulare a un avventore di un bar in piazza San Giacomo. Mercoledì si era presentato davanti al giudice, che aveva convalidato l’arresto, disponendone però la liberazione. Espletate le formalità di rito in questura e nello studio del suo avvocato, Hanza Tarik, ventiseienne di origine marocchina e residente a Catanzaro, è tornato in centro.
E a distanza di appena quattro ore dall’udienza, ha pensato bene di entrare nel negozio Web E-space di via Mercatovecchio e portarsi via una giaccavento: l’ha indossata, ha superato le barriere antitaccheggio e si è dato alla fuga, inseguito dalla responsabile del punto vendita.
Una scena che è stata notata da una poliziotta della Squadra Volanti, che assieme a un collega stava pattugliando proprio quella zona. Ha notato Tarik voltarsi più volte, ha visto il giubbotto aperto e l’etichetta ancora attaccata. E soprattutto ha riconosciuto il ventiseienne, che aveva fermato il giorno prima.
Il giovane, assistito dall’avvocato Davide Paroni, è presentato nuovamente in tribunale: il giudice Paolo Lauteri ha convalidato l’arresto, applicando la misura cautelare dell’obbligo di firma (dovrà presentarsi in questura ogni giorno, dal lunedì al sabato) e disponendone al contempo la liberazione. Il legale di Tarik si è riservato la decisione su eventuali riti alternativi: se ne riparlerà il 18 gennaio.