La destra sovranista si riunisce a Firenze, la Lega attacca: “La sinistra alimenta le tensioni”. Intanto Wilders diserta l’evento
La convention del gruppo parlamentare europeo Identità e Democrazia, in programma a Firenze domenica 3 dicembre, scalda il dibattito politico. Il leader della Lega, Matteo Salvini, riunirà alla Fortezza da Basso tutta la destra sovranista europea, dai tedeschi dell’Afd ai francesi del Rassemblement national di Marine Le Pen. Ma ad animare il dibattito interno è la replica del Carroccio alle parole del sindaco di Firenze, Dario Nardella, che ha chiesto alla città di farsi sentire “con una bella iniziativa per l’Europa, la pace e la democrazia”, per protestare contro il “cantiere nero” voluto dalla Lega.
“Fino a prova contraria il nostro Paese è democratico e con libertà di espressione. Non capiamo la strategia della sinistra che alimenta tensioni in vista dell’evento di Firenze. L’auspicio è che nessun estremista raccolga i messaggi provocatori che arrivano dall’opposizione e che gli stessi non sfocino in azioni violente”, accusano i capigruppo della Lega di Camera e Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. “E’ vergognoso che esponenti di spicco di sinistra si dimentichino che a Firenze si incontreranno molti politici europei eletti democraticamente e stiano facendo di tutto per cancellare le basi della libertà”, aggiungono nella loro nota.
Un’altra nota la firmano Elena Meini e Giovanni Galli, consiglieri regionali della Lega in Toscana: “A Firenze Nardella prima infiamma la piazza contro Salvini e poi si spaventa. Lo riterremo responsabile in caso di disordini”. I due consiglieri rivolgendosi al sindaco di Firenze proseguono affermando: “No, caro Nardella, volevamo ricordarti che sei il primo cittadino ed hai, dunque, il dovere di dare l’esempio ai fiorentini, non fomentando, neanche troppo nascostamente, una rabbia che potrebbe scatenare anche dei disordini”. “Altro che presunta onda nera, qui siamo di fronte, da parte del sindaco, ad una sorta di tribunale della Santa Inquisizione che deve decidere chi è ben accetto in città”, concludono Meini e Galli.
Intanto la convention deve incassare la prima defezione di un personaggio di spicco. Il vincitore delle elezioni in Olanda, il leader sovranista Geert Wilders, non andrà all’evento. A comunicare ai media olandesi all’Aja la non partecipazione in presenza di Wilders è stato il suo partito (il Partito per la Libertà, Pvv), membro del gruppo Id assieme, tra gli altri, a Lega, Rassemblement National e Afd. Wilders aveva inizialmente fatto sapere che sarebbe andato a Firenze ma, è stato spiegato dal Pvv, “l’attività è stata cancellata a causa degli impegni per la fase esplorativa del nuovo governo“.
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