Padova, Hospice pediatrico al via in tre stralci: «Fra un anno inizio lavori in via Falloppio»
Non solo nuovo ospedale. Martedì, l’associazione La Miglior Vita Possibile ha donato a Regione e Azienda Ospedale Università il progetto dell’Hospice pediatrico a servizio dei giovani “malati a vita” del Veneto.
Una corsa durata 378 giorni, con lunghi tratti in salita, ma che ha consentito di raggiungere il primo traguardo per garantire una risorsa di gestione e sollievo per i pazienti e le loro famiglie e di formazione per gli operatori.
«Siamo molto contenti del risultato raggiunto grazie a decine di riunioni con tecnici e giuristi ma anche interagendo con Azienda e Regione oltre che con la Soprintendenza visto che l’edificio di via Falloppio 17 è stato definito di interesse culturale» conferma il professor Giuseppe Zaccaria, presidente dell’associazione «in particolare nell’ultimo mese c’è stata un’interlocuzione molto stretta che ci ha portato a maneggiare il progetto per sei volte. L’ultimo incontro ha riguardato i materiali per contenere i costi, ma alla fine ce l’abbiamo fatta».
Ora quindi si procederà per tre stralci, con lavori per cui sono previsti restauro conservativo, adeguamento normativo e funzionale. Questo sia per una questione economica – i quasi 10 milioni arrivati dal Ministero coprono solo il recupero dell’edificio di via Falloppio – che per un problema di spazi, laddove gli uffici con ingresso in via Sant’Eufemia, sono occupati e di proprietà dell’Usl 6.
Su questo fronte c’è stato quindi un accordo per uno scambio gestito in una sorta di domino: gli uffici dell’Usl 6 si trasferiranno nell’attuale sede dell’Hospice in via Ospedale una volta che questo si sarà stabilito in via Falloppio.
Così si libereranno gli spazi di via Sant’Eufemia 8 dove saranno ospitati centro direzionale, ambulatori e aule didattiche destinate alla formazione e all’aggiornamento di personale sanitario e caregiver. Si parte dunque con via Falloppio, che avrà un accesso sulla via principale e un secondo da una corte interna; previsto inoltre e un aumento di volume per una terrazza destinata alla socialità.
Nell’edificio ci saranno 12 posti letto di cui 8 in stanze singole e angolo cottura e 4 unità di “respite care”, ovvero ricoveri di sollievo. «È vero che passiamo da 4 posti a 12 stanze attrezzate per terapie semintensive», prosegue Zaccaria «ma nel sistema ideato dalla professoressa Franca Benini questa è solo la punta dell’iceberg dei servizi, che risponde ai malati più gravi, ma di fatto consente ai pazienti di essere seguiti H24 compresa l’assistenza domiciliare e la rete ospedaliera che in Veneto vede 300 bambini seguiti ogni anno e in aumento costante. Questo richiede spazi, uffici e luoghi per incontri e follow up. Si tratta di una realtà complessa che coordina tutta la regione». Successivamente si procederà con polo formativo – accessibile sia da via S. Eufemia 8 che dalla corte interna comune – dove ci sarà il Centro Regionale Veneto di Riferimento della Rete di Terapia del Dolore e Cure Palliative Pediatriche.
Nelle unità immobiliari di via San Massimo 26-28, infine la realizzazione di 7-8 appartamentini pensati per le famiglie dei pazienti nei giorni di ricovero.
Qui, inoltre, verranno effettuati percorsi assistenziali a basso livello di complessità per i minori in carico alla Rete, percorsi di abilitazione ed educazione familiare o del paziente nonché di supporto temporaneo.
«Ora il progetto verrà vagliato dagli uffici regionali per verificare la conformità con quanto definito in Crite nel 2022 e per accertare formalmente la donazione» conclude Zaccaria «è nostro auspicio che il progetto definitivo venga approvato entro la fine dell’anno prossimo.
Nel frattempo l’Azienda dovrà convocare una Conferenza dei servizi con tutti gli attori. In questo modo il primo stralcio potrà essere realizzato tra il 2025 e il 2026». Per il governatore Zaia è «un modello pressoché unico, che vorremmo poter espandere anche oltre Padova, perché in Italia oggi ci sono solo 7 Hospice pediatrici». —