Regolarizzazione di colf e badanti extracomunitari, domande da lunedì
PAVIA. A tre anni dalla sanatoria prevista con il decreto rilancio arriva una nuova opportunità per contrattualizzare colf e badanti extracomunitari. Da lunedì, 4 dicembre, si potrà procedere, ma rispetto al provvedimento del 2020 i numeri del decreto flussi sono decisamente inferiori e quindi, dal momento che vale il criterio cronologico per la valutazione della domanda, è logico aspettarsi un rapido esaurimento delle disponibilità.
Requisiti e procedure
Nel 2020 - in quel caso si trattava appunto di una sanatoria - dalla provincia di Pavia arrivarono 1.919 domande di emersione di colf e badanti (meno di mille i permessi di soggiorno finora consegnati, nel 30% dei casi la domanda è stata respinta: la procedure sono state lunghissime), su un totale di quasi 177mila a livello nazionale. Ora la quota di collaboratori domestici e assistenti alla persona prevista all’interno del decreto flussi è di 9.500 unità (su un totale di 136mila extracomunitari che con questa tornata potranno entrare in Italia: per gli altri lavoratori le data di invio sono differenti).
Esistono però requisiti e passaggi da seguire, e la procedura sicuramente non è semplice. Anzitutto c’è il limite del reddito: per un datore di lavoro singolo il minimo imponibile è 20mila euro annui, che sale a 27mila per un nucleo composto da due o più familiari, ma il requisito decade se il datore è persona non autosufficiente che presenta la domanda per una badante.
Bisogna poi verificare al centro per l'impiego se ci sono lavoratori già presenti sul territorio nazionale che possono svolgere mansioni di colf, badante o baby sitter, inviando il modulo Anpal. Si dovrà attendere la risposta del Cpi: se non la riceve entro quindici giorni lavorativi dalla data della domanda o il lavoratore segnalato dal centro non è idoneo al lavoro offerto o questi non si presenta al colloquio di selezione, si può procedere.
E ancora: è necessaria l’asseverazione da parte dei professionisti incaricati (consulenti del lavoro, avvocati o dottori commercialisti ed esperti contabili) relativamente alle condizioni contrattuali e alla capacità economica del datore di lavoro, da allegare alla domanda.
Può essere richiesto l'ingresso di un lavoratore sia a tempo determinato che indeterminato, con un numero minimo di 20 ore settimanale e una retribuzione minima pari all'assegno sociale, che nel 2023 è di 503,27 euro mensili. Non è possibile applicare retribuzioni inferiori ai minimi sindacali in base ai livelli scelti. La compilazione del modulo di domanda telematica si fa all'indirizzo https://portaleservizi.dlci.interno.it con accesso Spid o Cie. Per colf e badanti va il modello da compilare è l’A. bis.
Dopo 60 giorni dall'invio della domanda il nulla osta viene rilasciato automaticamente e inviato per via telematica alle rappresentanze diplomatiche italiane nei paesi di origine, che poi rilasceranno il visto. Anche il datore potrà visionare il nulla osta sul portale del ministero dell'interno. Il cittadino extracomunitario potrà quindi entrare in Italia e iniziare a lavorare: toccherà al datore di lavoro comunicare l'assunzione all'Inps.
La sanatoria del 2020
Come detto, nel 2020 la sanatoria di situazioni irregolari portò a un altissimo numero di richieste presentate, ben 176.848 in tutta Italia per colf e badanti, oltre a 30.694 per altri lavoratori, per un totale di 207.542, di cui poco meno di un quarto dalla Lombardia. In provincia di Pavia partirono, oltre alle 1.919 richieste di regolarizzazione, ulteriori 215 per altri lavori subordinati. A maggio scorso i permessi di soggiorno rilasciati ai lavoratori extracomunitari in provincia di Pavia erano 934, pari a circa il 50% delle domande presentate. Un numero comunque consistente se si pensa che la provincia figura al 22° posto per numero di permessi di soggiorno consegnati.
L’effetto di quella sanatoria si è visto sui numeri di colf e badanti regolarmente assunti, il 70% dei quali è straniero: in provincia di Pavia dai 6.355 del 2019 si è passati a 7.036 dell’anno successivo e ai 7.334 del 2021. Poi però nel 2022 si è registrato un deciso calo a 6.715.
Regolarizzazione bis il 7 febbraio per chi resta escluso
Chi non riuscirà ad assumere colf o badanti extracomunitari a partire dal 4 dicembre potrà ritentare dal 7 febbraio, quando si apriranno i termini per presentare la richiesta di contrattualizzare altri 9.500 lavoratori, con le quote del 2024. Il decreto flussi per il triennio 2023-25 prevede infatti in totale l’ingresso nel nostro Paese di 28.500 collaboratori domestici o assistenti alla persona. Un numero che è stato suddiviso equamente sui tre anni.
Gli altri lavoratori, stagionali e non
Oltre a colf e badanti il decreto flussi prevede l’ingresso in Italia di 136mila extracomunitari. Si tratta in particolare di 52.770 ingressi per lavoro subordinato non stagionale (tra cui colf e badanti), 680 ingressi per lavoro autonomo e 82.550 ingressi per lavoro subordinato stagionale. Si comincia il 2 dicembre con 25 mila lavoratori non stagionali di 35 paesi, (tra cui Albania, Bangladesh, Egitto, Filippine, India, Marocco, Moldavia, Pakistan, Perù, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Tunisia e Ucraina) per i settori autotrasporto merci per conto terzi, edilizia, turistico-alberghiero, meccanica, telecomunicazioni, alimentare, cantieristica navale, trasporto passeggeri con autobus, pesca, acconciatori, elettricisti, idraulici.
Il 4 dicembre si prosegue con lavoratori di paesi che hanno accordi di cooperazione con l’Italia in materia migratoria, negli stessi settori,oltre a quello appunto dell'assistenza familiare e socio-sanitaria e agli autonomi. Infine il 12 dicembre vi alle domande per 82.550 ingressi per stagionali nei settori agricolo e turistico-alberghiero. —