Due mesi senza le chiusure di Bijol per colpa di una frattura da stress
UDINE. Dispiacere e ottimismo si sono fusi ieri in casa bianconera, dove alla mazzata rappresentata dalla frattura per stress allo scafoide del piede sinistro, diagnosticata a Jaka Bijol, ha fatto seguito la più che fondata speranza legata al rientro di Roberto Pereyra per la sfida salvezza di domenica pomeriggio ai Rizzi contro l’Hellas Verona, visto che anche ieri il capitano si è allenato, seppur a parte, dopo il risentimento muscolare accusato a Roma nelle fasi di riscaldamento, un guaio che ha sconsigliato il suo impiego contro i giallorossi.
Nell’attesa del rientro in gruppo di Pereyra, è indubbio che l’assenza di Bijol non rappresenti solo un problema da risolvere per il Verona, ma costituisca anche un punto interrogativo sul futuro assetto difensivo che l’Udinese dovrà trovare per i prossimi due mesi.
Perché è questo il periodo di assenza stimato per il centrale sloveno, un arco di tempo decisamente lungo che Bijol potrebbe accorciare solo in assenza di complicanze e a patto di affrontare il recupero con la stessa feroce determinazione con cui lo sloveno ha giocato contro la Roma fino al triplice fischio, incurante del dolore provocato dalla frattura.
Un dolore che si è fatto ancora più persistente lunedì, nel giorno di riposo, e che ha portato agli accertamenti eseguiti tra martedì e ieri, il cui esito è stato comunicato dal dispaccio ufficiale della società, con la frattura da stress evidenziata nel referto.
Come dire che la causa può essere ricondotta alle molte partite giocate da inizio stagione da Bijol, sceso in campo dal primo fino all’ultimo minuto di recupero sia nelle 13 giornate di campionato disputate con la Zebretta, e sia nelle 6 sfide per le Euro qualificazioni disputate dalla Slovenia da settembre.
In pratica, Bijol non ha mai rifiatato, se non in Coppa Italia. Assieme a Bijol, ieri la società ha comunicato anche la notizia della «lesione muscolare al muscolo semitendinoso della coscia sinistra» riportata da Vivaldo Semedo, l’attaccante portoghese che stava inseguendo il rientro dopo la distorsione al ginocchio accusata a inizio settembre.