Maxi-rissa in piazza Carlo Alberto, sale la preoccupazione dei triestini
TRIESTE San Vito, elegante quartiere considerato tra i più vivibili della città, si scopre meno sicuro dopo la maxi-rissa in piazza Carlo Alberto che ha coinvolto martedì sera un numero ancora imprecisato di migranti minorenni, perlopiù pachistani e afghani, con due giovanissimi rimasti accoltellati.
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Da piazza Goldoni a piazza Garibaldi e piazza Libertà i casi di violenza che coinvolgono cittadini stranieri in questo 2023 continuano a ripetersi con frequenza allarmante. Fino a martedì, però, a San Vito non si erano verificati fatti eclatanti, tanto che in pochi, tra i residenti, sapevano della presenza in piazza Carlo Alberto del centro di accoglienza per minori. Ma ieri nel quartiere non si parlava d’altro.
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«Questi ragazzini non avevano dato problemi, ma l’episodio di martedì sera è il segno che tra le fazioni di extracomunitari minorenni cominciano a esserci tensioni molto forti e molto pericolose, come abbiamo già visto anche in altre zone della città – sottolinea un commerciante della zona che chiede di restare anonimo –. Questo è sempre stato un quartiere tranquillo, nonché uno dei più ricchi della città, ma la situazione sta cambiando qui in piazza Carlo Alberto e in piazzale Rosmini. Di questo passo a Trieste i quartieri davvero sicuri non ci saranno più. Ci vorrebbero più pattuglie. Tanta gente ormai ha paura e anch’io cerco di evitare di uscire la sera».
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«A volte è successo che questi ragazzini stranieri mandassero via i loro coetanei italiani nel parco della piazza e ne abbiamo visto qualcuno che chiedeva soldi ai passanti, peraltro senza dare particolare fastidio – spiega Samantha Kosuta del panificio Visintin –. Il problema è che non sappiamo chi sono e quindi è consigliabile non fidarsi».
«Adesso la situazione sta peggiorando e c’è chi sta pensando di creare un comitato», aggiunge la collega Daniela Gentonio. «La gente adesso è molto preoccupata», conferma Lucia, titolare del bar che si affaccia su piazza Carlo Alberto. «L’altra sera mi sono avvicinato vedendo tutte quelle auto della polizia e ho notato uno dei ragazzini coinvolti, insanguinato – aggiunge Alessandro Varljen, residente della zona –. Certo, ci sono persone che abitano qui e che sono preoccupate. In questo quartiere nessuno è abituato a episodi di violenza».
Le indagini
Intanto la Squadra mobile della Questura sta portando avanti le indagini. Tutto è nato dallo scontro tra due gruppi, uno prevalentemente composto da pachistani e l’altro da afghani, avvenuto nelle vicinanze. I pachistani avrebbero cercato rifugio nella struttura di accoglienza di piazza Carlo Alberto da cui sarebbero usciti almeno due connazionali per difenderli. La zuffa si è quindi allargata ulteriormente, anche se all’arrivo di Polizia e Carabinieri a sirene spiegate diversi partecipanti alla rissa erano riusciti ad allontanarsi. Durante lo scontro erano spuntati bastoni, una pistola giocattolo con tappo rosso asportato e un taglierino, sequestrati.
Anche se all’inizio era stata segnalata la presenza di una ventina di persone, fino a ieri risultavano quattro i partecipanti alla rissa identificati: tre pachistani, compresi i due 17enni finiti in ospedale con ferite da arma da taglio, e un egiziano. I due feriti sono stati dimessi e sentiti dalla Polizia.
«Abbiamo subito avvertito il referente della comunità, intanto stiamo portando avanti la nostra attività d’indagine, esaminando anche le registrazioni delle telecamere della zona e delle strade vicine – riferisce il questore Pietro Ostuni –. Dobbiamo capire l’esatta dinamica e cosa abbia scatenato lo scontro. I coinvolti sono presumibilmente tutti minori non accompagnati. Parliamo di gruppi di giovanissimi che passano il tempo insieme, non di gang strutturate. Verificheremo se qualcuno di loro è stato coinvolto già in altre risse o ci può essere una correlazione con altri fenomeni criminosi. Su questo come su altri episodi c’è da parte nostra la massima attenzione. Non bisogna assolutamente sottovalutarli. Intanto abbiamo da subito intensificato la vigilanza nella zona».
Sull’accaduto è informata la Procura per i minorenni. I fatti di piazza Carlo Alberto saranno in primo piano nella riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica oggi in Prefettura.