Incidente sul lavoro al Maap, Saia: «Operaio caduto perché si è sgretolato un pezzo di tetto»
Un pezzo di tetto si è sgretolato sotto i suoi piedi e un operaio di 45 anni è caduto da un’altezza di quasi 15 metri, rimediando diverse fratture e un ricovero in ospedale in prognosi riservata, fortunatamente non in pericolo di vita.
È questa una delle ipotesi al vaglio nella ricostruzione dell’incidente avvenuto martedì mattina al Maap, il mercato agro-alimentare di corso Stati Uniti, già al centro di feroci polemiche da settimane.
L’operaio era al lavoro per la manutenzione dell’impianto fotovoltaico che si trova sul tetto del capannone principale. Un impianto installato e gestito dalla Mercato Solare spa, società nell’orbita di Sinloc, che a sua volta aveva subappaltato la manutenzione alla Esapro srl, una ditta esterna.
Ma il Maap sarebbe coinvolto sul piano dei controlli e della manutenzione dell’edificio, almeno secondo le accuse dell’ex presidente Maurizio Saia. «L’edificio principale del mercato come la maggior parte dei magazzini soffrono da anni di infiltrazioni d’acqua piovana costanti – racconta – Il problema è che si è sempre tentato di tamponare il problema senza mai intervenire per risolverlo. Quando ci ho provato il Gruppo grossisti in cda mi ha sempre bloccato».
L’edificio da sistemare
Il mercato agro-alimentare si è trasferito in corso Stati Uniti trent’anni fa. Ma la struttura dell’edificio è stata realizzata molti anni prima. Dalle immagini dell’incidente appare possibile, secondo Saia, che sia stato il tetto ondulato a cedere.
«Il Maap non ha mai accantonato un fondo per la vetustà del padiglione, che è di proprietà del Comune. Sono necessari interventi straordinari: i lavori fatti in passato per la normativa antisismica non sono a norma, come non sono mai stati fatti interventi risolutivi di impermeabilizzazione. Una spesa che nessuno ha mai voluto affrontare, preferendo spendere poco o niente per tamponare le emergenze», chiarisce Saia, che è stato presidente dal 2020 al luglio 2023.
Un problema che è stato affrontato dunque anche dal precedente cda che si è persino avvalso della consulenza del professor Renato Vitaliani, ordinario di Tecnica delle costruzioni al Bo.
«Il Gruppo grossisti in cda ha sempre bloccato ogni intervento straordinario – racconta Saia – Pochi operatori che peró hanno condizionato per tre anni le decisioni del cda, non rappresentando sempre la volontà di tutti gli operatori del mercato». Anche l’amministrazione comunale, secondo Saia, è sempre stata informata: «Non c’è mai stata una prospettiva di lungo periodo – conclude – Il Comune dovrebbe imporsi e non lasciare che il mercato perda di valore oltre che di solidità strutturale. È possibile che il futuro del Maap in questa città interessi solo ai Cobas? Il sindacato fa egregiamente il suo lavoro, ma la politica dov’è?».
Questione sicurezza
C’è poi una questione – molto più sottile – che riguarda la sicurezza all’interno dell’area del mercato. Come in ogni azienda esiste un Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (in sigla Rspp), un ruolo che al Maap è stato affidato a un’azienda esterna. Questa si occupa di stabilire le procedure con cui devono essere fatti tutti gli interventi di manutenzione per essere a norma di legge.
«Noi facevamo un’attività di controllo, anche grazie ai consulenti esterni il cui contratto non è stato più rinnovato – sottolinea Saia – E grazie a questi controlli è capitato che alcune ditte di manutenzione siano state fermate». Qui però si tratta di una ditta esterna per la manutenzione di un impianto che non è di proprietà del Maap. Toccherà dunque allo Spisal fare chiarezza su eventuali responsabilità.