Alla Gesteco non basta un super Redivo
CIVIDALE. Inizia con un ko la seconda stagione in A2 delle Eagles. Esito preventivabile, considerato il valore dell’avversario di turno; meno se messo in relazione all’andamento di un match in cui Cividale se l’è giocata alla pari con gli ospiti, quotati, neo-retrocessi, di Verona.
Gara spigolosa quella andata in scena ieri al PalaGesteco. Gara vinta dalla Tezenis per 66-72 in barba ai 25 punti messi a segno da un certo signor Redivo.
Già fenomeno, già strabordante. Verona torna in Friuli dopo lo scherzetto fatto due anni fa all’Apu. La squadra, da quei play-off, è cambiata, le mire no. La mira nemmeno. Non che da sotto serva chissà quale sforzo: Murphy ed Esposito, centimetri e muscoli, fanno subito la voce grossa, anche dietro, portando Verona avanti.
L’ex Udine, in particolare, sembra saper come colpire le Eagles; sul fronte opposto, è il solo Dell’Agnello a segnare, in avvio. È il suo compleanno, d’altronde. Il 77, però, non spegne le candeline, bensì gli impeti di fuga avversari (6-10).
Ma crea poco, in generale, la truppa del Pilla: anche perché a opporsi ai ducali c’è una Tezenis più lucida, più compatta. Serve un guizzo, occorre toglier le castagne – di stagione, ma poco gradite in questo contesto – dal fuoco di una Verona on fire. Tranquilli, ci pensa Redivo. Due punti per lui; poi, marcato, che fa, tira? Tira, che discorsi. Bomba del -2.
Si vede finalmente Berti, a richiederlo in campo il tasso fisico dell’incontro, già elevatissimo. Altissimo. L’effetto è immediato: il lungo sale sul balcone, saluta Giulietta e firma subito il cartellino, una, due volte.
Sorpasso Gesteco. Cambia la musica, Verona si inceppa, Cividale si scioglie. Risultato: un tira e molla che premia Gazzotti, da fuori, Esposito, dal pitturato.
Proprio quando il buon Berti è in panchina, a rifiatare. Per lui, dopotutto, è il primo incontro dell’anno. Non per Mastellari, meglio inserito nei meccanismi delle Eagles: tripla delle sue e score di nuovo sul pari (24-24).
La gara scorre, con lei il timer che tiene conto dei minuti passati dalle due squadre l’una alla portata dell’altra. Prova a romper gli indugi Redivo, all’uscita dagli spogliatoi.
Tripla uno, tripla due, tris sul ferro. Verona che fa? Sta lì, risponde colpo su colpo.
Anzi, mette persino la freccia, mandando così fuori giri i friulani. Tecnico a Dell’Agnello, Verona a +5. Marangon, all’esordio in A2, paga l’inesperienza col quarto fallo mentre Rota, marcato da un rognoso Massone – degno sostituto dell’influenzato Penna –, fatica a far girare i suoi.
Che affondano così sotto i colpi di Devoe e Stefanelli (43-49). Van giù le aquile, ma Redivo, com’è suo solito, si tuffa, le prende per i capelli.
Le rimette in quota Tezenis. Gli umori pertanto girano e “Jack” Dell’Agnello, di nuovo in modalità festeggiato, si piglia i due liberi del momentaneo controsorpasso.
E il testa a testa può continuare. All’ingresso negli ultimi 10’, è Verona la prima a scappare. Sul +10, a 7’ dal termine. Redivo, però, è l’ultimo a mollare. Consuma ancora la retina, indomito. Ma non basta. Perché Verona difende, si aggrappa ai due punti mantenendo i rivali a distanza, fino alla fine.