Monfalconese pesca 2 carpe senza permesso e viene multato: è la sesta volta
MONFALCONE. Due, pure sottomisura, entrambe della lunghezza di 30 centimetri rispetto al limite fissato dalla normativa di 1 metro. Le aveva agganciate con la sua esca un pescatore sportivo monfalconese, alle prese con la “caccia” di esemplari in uno dei tanti canali di bonifica, nel territorio comunale di Grado. Chissà quante altre ne avrebbe pescate se non fosse che l’uomo si è trovato di fronte agli agenti della Stazione forestale di Monfalcone, impegnati nel servizio di vigilanza ambientale. La pattuglia ha quindi approfondito le verifiche in ordine al possesso del permesso prescritto per poter esercitare la pesca sportiva. Da qui è stata una “catena” di infrazioni, che al monfalconese sono costate 340 euro di sanzioni complessive.
Il primo controllo è stato di carattere documentale: gli agenti hanno chiesto all’uomo di fornire l’atto attestante l’autorizzazione rispetto all’attività di pesca sportiva nella quale era impegnato, e si sono sentiti rispondere che non aveva alcun documento in tal senso. Va da sè che ne è seguita la sanzione amministrativa. Il monfalconese, peraltro, non era nuovo a contestazioni di questo tipo, considerato che quella in questione rappresentava la sesta sanzione negli ultimi due anni. Insomma, un appassionato senza titolo ad esercitare la pesca sportiva, almeno presupponendolo, stante la singolare sequenza delle infrazioni rilevate dalla Forestale, ma anche dagli agenti volontari dell’Ente Patrimonio ittico regionale. Intanto, nel frangente specifico, sembrava che tutto si fosse esaurito così, ma ai forestali non sono certo sfuggite le due carpe appena pescate. Ancora vive e in buono stato di salute, tanto che i forestali le hanno riconsegnate al loro ambiente. Erano, dunque, sottomisura, ma non era il solo illecito amministrativo. La carpa, pesce di acque dolci e ferme, con le ultime normative è sottoposta ad un regime particolare, per il quale è consentito il trattenimento di un unico esemplare all’anno. Con ciò solo quindi se di dimensioni superiori al metro di lunghezza e comunque solo se muniti della documentazione prescritta per la pesca nelle acque interne della regione Friuli Venezia Giulia. Altra sanzione, pertanto, per ciascuna delle due carpe. Conto finale, i 340 euro.
Quella tra i forestali e i volontari dell’Ente tutela patrimonio ittico è una consolidata collaborazione, ormai mantenuta da anni. I volontari dell’Epti sono a tutti gli effetti agenti di polizia giudiziaria, qualificati nei controlli sulla pesca sportiva e professionale con facoltà di accertamento di violazioni sanzionabili dal punto di vista amministrativo e penale; in quanto tali, possono eseguire i controlli in modo indipendente. I servizi congiunti assieme al Corpo Forestale regionale sono particolarmente efficienti, svolti con regolare frequenza nella giornata e in orario notturno. Attività svolte sia a terra sia con l’ausilio dei natanti in dotazione, nel conseguire significativi risultati. Per la Forestale si tratta di una delle molteplici attività istitutive e i controlli sulla pesca sono estesi anche nelle acque interne e lagunari.