Barcolana, la sfida tra giovani velisti sugli optimist
TRIESTE. Da una parte la gioia e l’emozione dei più piccoli, alle prese con le prime regate; dall’altra lo spirito agonistico e la voglia di competere di chi ha già collezionato qualche esperienza negli ultimi anni. Tutti uniti da una grande passione, quella per la vela e il mare. Arrivano da tutta Italia, ma anche da Slovenia, Croazia, Ucraina e Svizzera, i giovani talenti che sabato hanno partecipato alla prima giornata della “Barcolana Young”: atleti dagli 8 ai 14 anni, che si sono sfidati nel golfo a partire dalla tarda mattinata.
Base operativa fissata al Molo IV, dove si sono dati appuntamento i 220 baby velisti protagonisti di un evento sempre molto atteso da bambini e ragazzi. Si replica questa mattina. Ieri briefing alle 10.30, un confronto con i tecnici presenti, qualche consiglio e suggerimento su come affrontare al meglio la giornata e poi tutti impegnati a preparare la propria imbarcazione, prima di prendere il largo.
In acqua anche le coloratissime vele del progetto del WWF svolto con i circoli velici della zona, grazie alla donazione di Wendy Smidth vincitrice bella Barcolana lo scorso anno. Durante l’estate infatti le scuole vela hanno effettuato con il WWF formazione durante i corsi di avvicinamento alla disciplina, per spiegare quanto alcuni pesci e vegetali siano a rischio. I singoli circoli sono diventati ambasciatori dell’iniziativa, con l’intento di avviare un’opera di sensibilizzazione per tutti. Ogni timoniere che naviga con la vela dipinta ha il compito di veicolare il messaggio di tutela dell’ambiente marino nei confronti dei compagni di squadra e più in generale dei partecipanti alla “Young”.
Prima della partenza, a terra, uno vicino all’altro i giovani hanno sistemato l’attrezzatura tra chiacchiere e qualche momento di svago. Andrea, 12 anni, di Riva del Garda, è già un campione. «Faccio vela da sei anni, ho partecipato anche a un mondiale, in Spagna. È uno sport bellissimo. Anche quando non c’è tanto vento come oggi, basta restare calmi e affrontare comunque la giornata». «Quando sono in acqua mi piace tutto, mi alleno spesso sul lago ma preferisco il mare», racconta Edoardo, 13 anni, che vive a Luino, sul lago Maggiore, da dove arriva anche Allegra, 13 anni. «Anch’io adoro tutto di questo sport - dice - penso al risultato finale ma anche a divertirmi».
Tra i più piccoli c’è Michele, 9 anni, di Trieste. «La parte che più adoro è quando ci si allontana dalla riva, è una bella sensazione. La mia è una delle vele con il disegno del WWF». Nicolò, 13 anni, arriva dal lago di Como. «È la seconda volta che vengo a Trieste e l’anno scorso è andata molto bene, ho preso parte anche a regate fuori dall’Italia finora. Sono stato in Croazia». «Sono un po’ emozionata» rivela Melej, 10 anni, del Villaggio del Pescatore, nel Comune di Duino, «ma per vincere la tensione basta credere in sé stessi».
Il tecnico della nazionale Optimist Marcello Meringolo spiega che «a questa età a tutti piace vincere naturalmente, poi ognuno insegue i propri obiettivi. Penso che per i bambini più piccoli sia già un risultato essere qui, a Trieste, mentre chi ha già qualche stagione di regate alle spalle, e magari anche qualche successo, punta a ottenere una vittoria, per l’impegno profuso finora, considerando che alcuni ormai si allenano già quattro volte a settimana».
Ma tra gli atleti così giovani è già possibile individuare grandi campioni del futuro? «Indubbiamente il talento si nota in alcuni - aggiunge il tecnico - ma in questo periodo della loro vita resta prioritario far vivere a tutti esperienze positive. Molto si capirà quando scenderanno dall’Optimist per affrontare nuove sfide. Di sicuro comunque in questa classe abbiamo visto nel corso del tempo bambini e ragazzi che poi si sono messi in luce, da adulti, nelle principali regate a livello mondiale».