San Benedetto Po, la strada per Portiolo è tutta buche e dislivelli
Non si arrestano i disagi per i residenti della frazione Portiolo, costretti a percorrere - come tanti altri automobilisti e non - la strada arginale provinciale SP42. Il tratto in località Mezzanella da anni presenta buche e avvallamenti per almeno un chilometro, nonché un dislivello importante concentrato nella carreggiata di sinistra in direzione Portiolo. «Bisogna andare molto piano, ma non tutti lo fanno. Di sera, poi, si rischia di non vedere il dislivello - racconta uno dei residenti di Portiolo, obbligato a passare da qui quotidianamente - Il pericolo è anche nel fatto che molte auto si spostano sull’altra carreggiata per cercare di evitare le buche, rischiando così di scontrarsi con i veicoli che arrivano nell’altro senso. Anche diversi ciclisti sono già caduti». Sulla strada passano, inoltre, bus Apam e lo scuolabus comunale. La Provincia ha posto il limite dei trenta all’ora. L’asfalto, però, negli anni scorsi è stato rifatto solo nel tratto più vicino a San Benedetto, mentre quello da Mezzanella a Portiolo resta problematico.
«Abbiamo avuto diversi incidenti - conferma il sindaco Roberto Lasagna - Segnaliamo da tempo. La Provincia, per carenza di fondi, però, si è limitata a mettere il limite dei 30 all’ora e questa strada non è inclusa nel piano triennale delle asfaltature. Si tratta, però, di una via molto trafficata». La direttrice, infatti, serve non solo gli abitanti di Portiolo che altrimenti sarebbero costretti a una lunga deviazione passando per Pegognaga, ma anche chi da San Benedetto deve raggiungere Borgoforte. Per non parlare dei periodi in cui il ponte di San Benedetto è chiuso, anche solo per prove e collaudi di pochi giorni. In questi casi il traffico si riversa massiccio sulla strada arginale.
Per la Provincia, però, il problema non è di facile soluzione. «Conosciamo bene la situazione - dice Lorenzo Bettoni, responsabile del servizio manutenzione strade - Entro la fine dell’anno speriamo di riuscire a realizzare un intervento per mettere in sicurezza il tratto». Intervento che, però, non sarà risolutivo, come ci tiene a chiarire Bettoni: «C’è un problema strutturale dell’argine, che non è di nostra proprietà. Finché non sarà risolto, la situazione si ripresenterà uguale dopo due o tre anni».