Urban center a Trieste, una sfida a due tra concessionari in uscita
TRIESTE La corsa al privato, per gestire l’Urban center in corso Cavour, ha fruttato al Comune due candidature: la milanese Bio4dreams e il pordenonese Polo tecnologico Alto Adriatico.
Entrambe le offerte sono giunte entro la scadenza dello scorso giovedì. Dopo la mancata chiusura delle trattative con le due precedenti proponenti, l’Immobiliare municipale, diretta da Lucia Tomasi e avente come referente politico Elisa Lodi, si è trovata costretta a un supplemento di avviso per cercare in estrema celerità una soluzione concessoria, perché la gestione uscente scade proprio oggi. Il sensibile taglio al canone richiesto - sceso da 196.000 a 116.000 euro - ha probabilmente resuscitato attenzioni che parevano sopite. Il vincitore reggerà i tre livelli (pianoterra, primo e secondo piano) fino al settembre 2028.
Curiosità vuole che entrambe le contendenti appartengano alla cordata che ha pilotato in questi due anni la “casa delle start up”, cordata che era composta, oltre che da Bio4dreams e dal Polo pordenonese, anche dalla Biovalley di Diego Bravar e dalla RnBgate, tutte e due triestine.
In definitiva, il secondo turno delle eliminatorie ha sortito la seguente sorpresa: si sono fatte avanti due nuove realtà rispetto al primo turno del 31 luglio, ma queste nuove realtà sono “veterane” in quanto gerenti in uscita.
Riepiloghiamo la funzione dell’Urban center: è una vetrina cittadina dell’interazione scienza/produzione, è il frutto di finanziamenti euro-regionali Por Fesr che hanno supportato con 4,5 milioni la realizzazione della struttura. All’interno dell’edificio anni ’50 in corso Cavour laboratori, sale, spazi dove le micro-imprese vocate all’innovazione tecnologica soprattutto nell’ambito della salute (sviluppo farmacologico, diagnostica, terapia ecc.) possono insediarsi: al momento ne funzionano 22. La cordata uscente ha avuto a disposizione 900.000 euro per organizzare il decollo dell’Urban center.
In verità Bio4Dreams aveva già manifestato il suo interesse ma il Comune aveva chiesto la disponibilità ad assumersi l’onere finanziario relativo alla riqualificazione del terzo piano, onere che la società milanese non aveva ritenuto di accollarsi. Bio4Dreams, che ha sede nell’ex compendio Expo a Rho, è intenzionata a sbarcare nella borsa milanese entro il 2025: è un incubatore a capitale interamente privato che segue le piccole aziende esordienti nel comparto delle scienza della vita. Sua co-fondatrice è Laura Iris Ferro, nome importante del settore. Invece il Polo tecnologico Alto Adriatico assembla risorse pubbliche e private, direttore generale Franco Scolari, che la platea triestina ricorda all’Acegas a cavallo degli anni ’90 e 2000.