Assemblee sindacali di mezzora pronte a paralizzare il Tribunale di Gorizia
GORIZIA Una sfilza di assemblee dei lavoratori. Già calendarizzate per tutto il mese di ottobre.
Entra nel vivo la vertenza sindacale che chiede, ormai da parecchi mesi, il potenziamento del personale amministrativo degli uffici giudiziari.
Mauro Cenci (Fp Cgil), Salvatore Montalbano (Cisl Fp) e Enrico Acanfora della Confsal-Unsa hanno scritto una lettera al Comando della Polizia locale in cui si informano le autorità delle prossime (e tambureggianti) iniziative di carattere sindacale. L’informazione è stata girata anche al presidente del Tribunale, al procuratore della Repubblica, al direttore dell’Unep (Uffici notificazioni, esecuzioni e protesti) e al direttore del Giudice di pace.
La decisione di scendere in piazza è stata presa all’unanimità e questo, i sindacati, lo sottolineano con forza a marcare che il fronte è assolutamente compatto e parla ad un’unica voce. «Le organizzazioni sindacali regionali comunicano - si legge nella lettera - che, nell’ambito della vertenza sindacale in atto presso gli uffici giudiziari di Gorizia per la grave e conclamata carenza di personale in quasi tutti i settori dell’amministrazione giudiziaria culminata con lo stato di agitazione di tutti i lavoratori in servizio, terranno una serie di assemblee sindacali sul marciapiede adiacente il Palazzo di Giustizia senza occupazione del manto stradale nei giorni di martedì e mercoledì per tutto il mese di ottobre della durata di mezz’ora dalle 10 alle 10.30».
È già stato delineato il calendario delle azioni di protesta che vanno nella direzione della sensibilizzazione della cittadinanza di fronte a un problema reale, palpabile, irrisolto.
Le assemblee si terranno nei giorni 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25 e 31 ottobre. «Ai suddetti incontri - annotano Mauro Cenci (Fp Cgil), Salvatore Montalbano (Cisl Fp) e Enrico Acanfora della Confsal-Unsa - parteciperanno, all’incirca, ventisette unità dove sarà affrontata la problematica relativa alla grave cronica carenza di personale. A causa di tale situazione, gli uffici giudiziari sono quotidianamente in difficoltà nel garantire le prestazioni urgenti mentre, per quanto riguarda le attività ordinarie, si stanno accumulando ritardi in molti settori, nonostante l’impegno profuso da tutto il personale in servizio».
Per rendere ancora più chiara la situazione, le forze sociali più volte hanno fornito il quadro completo del grado di “scopertura” illustrando la consistenza attuale del personale in servizio. «In Tribunale - spiegarono - il posto di dirigente è vacante dal 24 ottobre 2020; i funzionari sono tre effettivi su pianta organica di 9; i cancellieri dovrebbe essere sei e sono, in realtà, 5; gli assistenti assommano a 5 su una pianta organica di 10 mentre c’è un ausiliario a fronte di cinque che dovrebbero essere in servizio. Complessivamente - rimarcano Cenci, Montalbano e Acanfora - su un organico di 38 (escluso il dirigente) sono in servizio 22 unità, di cui due assenti per maternità per ancora un anno e uno assente da un anno per grave malattia. Di fatto, sono presenti 19 unità, pari al 50% dell’organico». Passiamo alla Procura dove, secondo i numeri dei sindacati, c’è un direttore effettivo su una pianta organica di 3; I funzionari sono pari a zero quando dovrebbero essere 4. «I cancellieri - continuano le forze sociali - sono 3 effettivi su una pianta organica di 4; c’è un assistente su cinque, di cui 2 in carico ma distaccati in altri uffici. Gli operatori sono due invece di sei; i conducenti di mezzi due su una pianta organica di 4 e gli ausiliari 2 quando dovrebbero essere 3.
Complessivamente, su un organico di 29 unità, sono in servizio in 11, di cui peraltro uno è, da due mesi, in infortunio e un’altra in malattia: poco più di un terzo della pianta organica.