Le dimissioni dell’assessore Bellan, il suo ruolo di imprenditrice e il progetto del bando “Borghi”
GORIZIA Manca la carta che canta. Ma il chiacchiericcio, in città, è partito ormai da tempo. E più di qualcuno ha collegato le dimissioni di Arianna Bellan da assessore comunale ai Grandi Eventi con la sua professione di imprenditrice nel settore della somministrazione e turistico in senso più largo.
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Partiamo da lontano, ovvero da quando Bellan decise di aprire la sua attività, assieme a un socio, in Borgo Castello. Un bel locale di qualità, gestito con grande professionalità.
Già allora qualcuno (sul fronte dell’opposizione) puntò il dito sull’opportunità di essere assessore comunale e, contemporaneamente, esercente in quello che è destinato a diventare uno dei luoghi-simbolo, turisticamente parlando, della Capitale europea della Cultura. Le polemiche si amplificarono quando la stessa “assessora” ottenne la gestione del Bar Museo (poi passata a un altro soggetto) sempre in Borgo Castello, accanto all’attuale attività. Il suo coinvolgimento scatenò altre chiacchiere. Tutto regolare, per carità, ma qualcuno contestò l’opportunità di lavorare in Comune e fare l’imprenditrice in Borgo Castello.
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Oggi, rimbalza la voce (ma manca la carta che canta) che Bellan abbia partecipato, già a suo tempo, al bando Pnrr di Borgo Castello di oltre venti milioni. Sì, tra i settanta progetti ci sarebbe anche il suo che avrebbe ottenuto i finanziamenti richiesti per poter ampliare la sua attività.
Il discorso è simile a quello fatto in precedenza: tutto regolare ma più di qualcuno parla di «inopportunità», visto il suo ruolo di assessore comunale ai Grandi Eventi.
Ergo, le dimissioni arriverebbero prima di un’eventuale ufficializzazione della notizia. Certo, negli ambienti della politica ci si chiede se, al momento della composizione della Giunta comunale, fosse stato più opportuno non coinvolgere, sin da subito, Bellan nell’esecutivo per evitare un fiume di polemiche che, se la notizia dovesse essere ufficializzata, inevitabilmente sgorgherà.
Il fatto, però, di non essere più assessore comunale, depotenzierebbe i potenziali detrattori che non aspettano altro di “infilzare” la Giunta di centrodestra.Fra.Fa.