Cessalto, il sindaco Crosato preso a sberle per strada
Sindaco perso a schiaffi davanti a tutti dall’esagitato che poche settimane fa gli aveva già assestato un calcio. È accaduto a Cessalto nel tardo pomeriggio di giovedì. Emanuele Crosato, il sindaco malmenato, non sembra intenzionato a sporgere denuncia, ma rivolge un appello: «Io spero che questa persona venga seguita un po’ meglio sotto il profilo clinico e sanitario Non ho rimediato ferite».
È accaduto di nuovo ma stavolta lo schiaffo al volto dà particolarmente fastidio. L’esagitato è un 60enne di San Donà che si sposta a Cessalto in autobus quasi ogni giorno. La volta scorsa, un mese fa, si era denudato e piazzato vicino alla rotatoria principale del centro di Cessalto, poco prima del ponte su canale Brian. Aveva anche minacciato di togliersi la vita. Poi venne ricondotto alla ragione da un sacerdote. Quella volta il sindaco, nel tentativo di dialogare con lui, rimediò un calcio.
Giovedì sera invece sembrava più tranquillo. Nessuna minaccia, ma alcune persone hanno chiamato la polizia locale e il sindaco perché questa persona stava cominciando a dare fastidio. Prendeva di mira tutti i passanti e anche gli avventori di alcuni esercizi pubblici che danno sulla piccola isola pedonale a pochi passi dal Comune. «Speravo di non trovarmelo di nuovo davanti. Ma è successo ancora», ha raccontato Crosato, «la gente ha cominciato a chiamarmi al telefono. Così ho lasciato la mia scrivania, in municipio, e ho raggiunto la persona in questione». Certamente Crosato non si aspettava di venire malmenato.
È stato un episodio improvviso. «Ho espresso le mie ragioni e le mie valutazioni al 60enne, che sembrava alterato, ma non come ai livelli della volta precedente. All’improvviso mi ha assestato uno schiaffo che non sono riuscito a evitare». Più del male fisico, Crosato ha incassato l’umiliazione per il gesto. Una scena a cui hanno assistito diverse persone.
«Sono riuscito alla fine a convincerlo a salire sull’autobus diretto nel Veneziano, che lo avrebbe riportato a casa». Il gesto però rimane. «Sappiamo che questa persona è seguita dalle strutture sanitarie della sua città», prosegue il sindaco. «Spero venga seguito un po’ meglio. Infatti io sono convinto che il Tso non serva a nulla. Occorre una riflessione affinché questa persona venga recuperata». Crosato poteva scegliere la strada di un processo, invece per ora ha preferito il perdono.