La donazione di Goni sblocca l’Unione Ginnastica Goriziana: «Un modo per ringraziare la città»
GORIZIA Arriva la svolta tanto attesa per l’Unione Ginnastica Goriziana, e arriva dalla robusta donazione di un’impresa privata, che permetterà di sbloccare nel breve termine i progetti e i lavori che il direttivo del sodalizio ha da tempo impostato per il recupero della storica sede e, di lì, il rilancio della società.
La donazione è quella annunciata ieri direttamente dall’Ugg – attraverso una nota che non scende per la verità troppo nei dettagli di un’operazione che, fanno sapere da via Rismondo, verrà illustrata nel corso di una conferenza stampa nei prossimi giorni -, e arriva dalla Goni Gorup Srl, l’impresa edile che fa capo ai fratelli Mefail ed Egzon Thaqi e alla loro famiglia. E che ha deciso di «offrire un sostegno concreto alla valorizzazione storica, culturale e sociale della città di Gorizia».
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Al momento bocche cucite sull’entità della donazione, che comunque è di svariate decine di migliaia di euro, mentre si sa già che l’Unione Ginnastica Gorizia intende utilizzarla in toto per ridurre buona parte del suo debito presso le banche.
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«Il riconoscimento dell’Ugg va a una realtà emergente del panorama economico della nostra regione, che ha fortemente creduto nella strategia delineata dalla nostra società, e dimostrato grande sensibilità nei confronti della sua storia ultracentenaria», dicono la presidente Elisa Hoban e il suo vice Moreno Sfiligoi, facendo cenno ai piani dell’Ugg riguardo due grandi obiettivi da perseguire entro il 2025. Il primo è quello della rigenerazione della palestra in ottica green, per rendere sostenibile la sua gestione e diventare dunque risorsa e non più solo fardello. Il secondo è quello dell’azzeramento del debito, e proprio in tal senso la donazione di Goni Srl diventa fondamentale.
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«Per questo l’Ugg vuole ringraziare la famiglia Thaqi, nelle persone dei fratelli Mefail ed Egzon, che è artefice di questa operazione, ma che da anni si adopera più in generale per sostenere e aiutare molte realtà sportive locali – si legge ancora nella nota diffusa dall’Unione Ginnastica Goriziana -. E un grazie va inoltre rivolto al consigliere comunale Dario Obizzi (nelle sue vesti di avvocato in questo caso ndr) che con massima discrezione e professionalità ha accompagnato e supportato la famiglia Thaqi sin dall’inizio di tale operazione. Questa donazione è un contributo importante che corona il percorso virtuoso intrapreso dal consiglio direttivo e che consentirà di agevolare la rigenerazione dell’impianto. Al contempo contribuirà a rilanciale il ruolo dell’Ugg come soggetto aggregatore dello sport, della cultura e del tempo libero della città di Gorizia. Un ruolo svolto storicamente e con passione, fin dal 1868».
Il comunicato specifica che la scelta della famiglia Thaqi vuol essere un segno di «particolare attenzione e riconoscenza per la città che l’ha accolta», ormai oltre vent’anni fa. Proprio Mefail Thaqi, titolare dell’impresa edile Goni, raccontò al Piccolo la sua storia nel recente passato.
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Di origine kosovara, Thaqi è in Italia dal 1998, scappato con la famiglia dal suo Paese travolto dalla guerra. Dopo un primo passaggio a Venezia, il giovane Mefail arrivò a Gorizia nel 2001, trovando lavoro come operaio nel settore dell’edilizia, per poi mettersi in proprio nello stesso settore a partire dal 2005. La crescita della sua azienda è stata costante, e oggi Goni Srl è una realtà importante dell’edilizia nell’Isontino.
«Qui a Gorizia ho trovato un popolo accogliente, a cui va il grazie di tutta la mia famiglia. Ci è stata data una possibilità, una nuova vita, e noi l’abbiamo saputa cogliere», aveva raccontato in occasione dell’intervista Mefail Thaqi. Oggi l’impresa Goni garantisce lavoro a molte persone, sia italiane sia kosovare, e porta avanti anche attività di carattere sociale sul territorio, con un occhio di riguardo per il mondo dello sport.
Di qui la donazione all’Ugg, che nella sua forma esatta, nella sostanza e magari anche nelle motivazioni più profonde verrà raccontata come detto solo nei prossimi giorni dai diretti interessati. Ma che intanto può davvero rappresentare il primo passo per l’inizio del prossimo capitolo della ultracentenaria storia del sodalizio di via Rismondo.