Bolletta della luce più cara del 18 per cento, insorgono le associazioni dei consumatori: aumenti ingiustificabili
UDINE. Il rincaro del 18 per cento della bolletta della luce arriva alla fine dell’estate e appesantisce, ulteriormente, i bilanci familiari già messi a dura prova dai costi sempre più alti di carburanti, mutui bancari e spesa.
A seguito dell’incremento del prezzo deciso dall’Arera, una famiglia tipo dovrà prepararsi a fronteggiare una spesa media di circa 889,60 euro all’anno. Anche se questa cifra risulta inferiore del 32,7 per cento rispetto all’importo pagato lo scorso anno, le associazioni dei consumatori avvertono: le famiglie non ce la fanno.
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I rincari colpiscono gli intestatari dei contratti a maggior tutela e il sospetto di Federconsumatori è che sia una mossa studiata a tavolino per favorire il passaggio nel mercato libero degli ultimi resistenti.
Da qui l’invito a valutare le proposte che i gestori di luce e gas stanno inviando, proprio in questi giorni, ai clienti che non hanno ancora scelto un venditore nel mercato libero.
I consumatori
«Con i prezzi all’ingrosso stabili, l’aumento del 18 per cento del costo dell’energia non è giustificato» spiega la presidente di Federconsumatori Udine, Erica Cuccu, secondo la quale potrebbe trattarsi di una mossa dell’Authority per convincere buona parte dei 10 milioni di utenti in Italia a valutare più offerte.
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Solo i clienti meno abbienti (vulnerabili), con un’età superiore a 75 anni, dal prossimo 10 gennaio potranno rimanere nella maggior tutela, tutti gli altri, in assenza di proroga, dovranno scegliere un fornitore. Da qui l’invito a valutare le proposte con attenzione: «Molte persone – spiega Cuccu – non si rendono conto di essere già nel mercato libero e sottoscrivono contratti da 700 euro l’anno di spese fisse, questo significa che senza consumi vanno a pagare quasi 70 euro al mese». Devono prestare maggior attenzione alla quota fissa anche coloro che autoproducono energia da fonti rinnovabili attraverso i pannelli fotovoltaici, visto che la quota fissa va sempre versata al gestore.
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Non a caso, in questi giorni, sono in molti a chiedere informazioni ai rappresentanti dei consumatori. Succede anche negli uffici di Consumatori attivi dove la presidente Barbara Puschiasis, fa notare che i prezzi di ogni prodotto, non solo dell’energia, stanno aumentando. «C’è una fascia media della popolazione – afferma Puschiasis – che sfugge, si trova schiacciata tra le rate del mutuo e le spese correnti: in questi casi uno stipendio da 2 mila euro al mese non basta più»
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E quando i conti non tornano c’è chi arriva «a vendere l’appartamento di proprietà per chiudere il mutuo e recuperare liquidità» fa nota Puschiasis nel citare il caso di una famiglia friulana che ha fatto questa scelta accollandosi il canone d’affitto che resta più basso della rata di mutuo.
«Da tre anni stiamo dicendo che le misure adottate dai Governi per combattere il caro bollette sono insufficienti, ma purtroppo restiamo inascoltati» insiste Puschiasis, nel ribadire che se in passato aumentavano solo le bollette ora i rincari colpiscono tutto e tutti.
Il conteggio
L’aumento del 18,6 per cento del prezzo finale dell’energia elettrica porta il valore al kWh a 28,29 centesimi di euro, «in netta diminuzione rispetto ai 66,01 centesimi che caratterizzavano il quarto trimestre dello scorso anno» scrive l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, nella nota in cui spiega che «il prezzo è sostanzialmente legato al forte incremento dei costi di acquisto dell’energia elettrica (+19,4%), e degli oneri di sistema (+0,4%), leggermente compensata da una riduzione dei costi di dispacciamento (-1,2%), mentre il corrispettivo di perequazione è invariato come le tariffe di rete regolate.
«Per una famiglia tipo in tutela l’aumento del 18,6 per cento si traduce in 120 euro in più all’anno» precisa il segretario del Movimento difesa del cittadino (Mdc), Dino Durì, prima di aggiungere che il rincaro dell’energia «costituisce un colpo di grazia per chi già fatica a fare la spesa e a fronteggiare il carovita».