Truffa ai danni di un’anziana sventata dagli amici di famiglia
PORDENONE. I truffatori hanno colpito ancora in città. Una pensionata ultraottantenne ha rischiato di finire nella loro rete, mercoledì mattina. A sventare il raggiro sono stati degli amici di famiglia, allertati dal figlio di lei.
La tecnica, ancora una volta, è quella del finto incidente. I truffatori chiamano, si spacciano per forze dell’ordine, sostengono che un parente stretto, molto spesso il figlio, è rimasto coinvolto in un grave incidente.
Per toglierlo dai guai, s’inventano, bisogna pagare subito una somma. Ma è solo un pretesto per derubare i malcapitati dei loro averi, contanti o gioielli.
Lo schema si è ripetuto anche ieri. Intorno alle 9.30, l’anziana ha ricevuto una telefonata a casa. «Suo figlio ha avuto un grave incidente, deve pagare 7.200 euro o dare l’equivalente in gioielli, altrimenti lo arrestano» le è stato detto.
La pensionata, in preda a una forte agitazione, ha risposto di non avere quella somma in casa. L’interlocutore, che si è finto un poliziotto, le ha preannunciato l’arrivo a casa sua di un avvocato per ritirare la somma.
L’anziana ha provato a chiamare il figlio, che però non è riuscito a risponderle e ha parlato con un familiare, spiegando la situazione. Era così agitata che non ha però riagganciato la cornetta del telefono.
Il figlio ha provato a richiamarla, ma dava sempre occupato. Intuendo che la madre fosse vittima di un raggiro, ha subito avvisato gli amici di famiglia a Pordenone. Questi ultimi si sono precipitati a casa dell’anziana, dopo aver telefonato al 112. Sono rimasti in stretto contatto con i carabinieri, che hanno fornito loro costante e preziosa assistenza.
Una pattuglia dell’Arma era pronta a entrare in azione, nelle vicinanze, non appena si fosse palesato il sedicente avvocato.
L’anziana aveva già preparato i monili da consegnare al legale su un mobile all’ingresso, poi gli amici le hanno spiegato che si trattava di un raggiro.
I truffatori, a sorpresa, hanno fatto una seconda telefonata. In sottofondo si sentiva una voce registrata che implorava “Mamma, mamma”.
Un trucco per infierire ancora sulle vittime. La pensionata si è lasciata sfuggire, in un sussurro, che quella non era la voce di suo figlio, ma evidentemente i truffatori hanno sentito e hanno subito interrotto la comunicazione. La trappola non è così potuta scattare.
Poiché i malviventi contattano a pioggia i numeri di telefono fissi di una zona, scegliendo proprio gli anziani e le persone fragili, l’invito, a tutti, è di continuare a fare attenzione. Se ricevete telefonate come questa – o con variazioni sul tema, i pretesti sono i più vari – avvisate subito il 112. Potreste aiutare le forze dell’ordine ad acciuffarli.