D’Urso alla Triestina calcio: «Partire con due assist è un buon inizio»
TRIESTE Christian D’Urso è il trequartista fortemente voluto da Tesser, arrivato l’ultimo giorno di mercato per dare qualità alla Triestina. 26 anni, reatino, D’Urso arriva dal Cosenza ma ha giocato in B anche con Perugia, Cittadella, Ascoli, Carpi e Latina, oltre ad aver fatto una stagione in Grecia.
Come biglietto da visita al suo esordio in alabardato, i due assist per Lescano nel successo sull’Albinoleffe. D’Urso, il suo arrivo a Trieste è stato molto tribolato: com’è andata?
«Per noi giocatori il periodo del mercato è, tra virgolette, il più brutto: non sai mai dove potresti andare, sei sempre in tensione, speri, giochi, non giochi. Le voci sulla Triestina sono iniziate da metà agosto, ho passato due settimane con la speranza di venire ma c’era sempre qualche problema. E il mio inizio positivo di campionato con il Cosenza non ha aiutato, ma sono felice per come è andata a finire».
Ha voluto venire alla Triestina, ma non le pesa scendere di categoria?
«No, parlando con il direttore il progetto della Triestina è davvero interessante, l’ho sempre vista come una società prestigiosa, per cui non mi pesa assolutamente scendere di categoria».
Dal settore giovanile con la Roma, dove ha vinto anche uno scudetto con la Primavera, è stato subito catapultato in serie B: che salto è stato?
«Davvero un bel salto e ammetto che non è stato facile per un 19enne arrivare direttamente fra i cadetti: c’è un altro tipo di gestione e di lavoro, ti trattano in maniera radicalmente diversa, non sei più coccolato come prima».
Ha giocato anche in Grecia con l’Apollon Smyrnis: che esperienza è stata?
«Sicuramente la più importante della mia vita, mi ha fatto crescere sotto tanti punti di vista: per la lingua, per la necessità di organizzazione visto che ero da solo, insomma mi è servita per capire bene come funzionino le cose, mi ha davvero aperto la mente».
E sul piano calcistico?
«Molto allenante, la squadra quell’anno era nella massima serie greca, in pratica equivaleva a una nostra alta serie B. Poi ho giocato in piazze dall’atmosfera stupenda, negli stadi di Paok Salonicco, Olympiakos e Aek».
È la sua prima volta in serie C: preoccupato dal fatto che qui prevale l’agonismo rispetto alla tecnica?
«Senza ombra di dubbio c’è un calcio più fisico, ma sono del parere che le qualità tecniche, se ci sono, poi vengono fuori. Io cercherò in ogni modo di adattarmi, è una nuova sfida per me, sono contento di affrontarla e anche curioso».
Intanto ha iniziato con due assist per Lescano.
«Fare due passaggi chiave e vederli concretizzati, a un trequartista come me fa più che piacere: Lescano è un giocatore che se gli dai mezza palla fa gol, fa molto comodo averlo in squadra».
A proposito di trequartista, è sempre stato il suo ruolo?
«Sì, diciamo che trequartista e mezzala sono i ruoli in cui sono stato più utilizzato».
Le aspettative su di lei sono molte: avere tante responsabilità pesa o fa piacere?
«Sicuramente fa piacere avere la stima di così tante persone. Spero di ricompensare la fiducia di tutti quelli che hanno creduto in me».
A livello generale questa Triestina quanto vale?
«Siamo un gruppo unito, ma siamo anche tantissimi nuovi, quindi siamo ancora in fase di conoscenza. Anche gli stranieri stiamo cercando di integrarli il prima possibile visto che bene o male tutti parliamo l’inglese. E loro sono ben predisposti. Diciamo che per raggiungere l’apice servirà ancora qualche giornata, ma siamo già a un ottimo livello e le potenzialità sono buone. Cercheremo di fare un campionato di vertice».
Non vede l’ora di giocare al Rocco?
«Certo, ho visto la prima partita dagli spalti, l’atmosfera lì dentro è davvero speciale, ti senti un giocatore di Champions League per la bellezza dello stadio e il calore del tifo».