Il videomessaggio di Mattarella a Pordenonelegge: «Senza cultura la libertà è debole»
È il volto rassicurante del presidente della Repubblica, che il grande schermo restituisce imponente, a dare il la alla 24esima edizione di Pordenonelegge. Una sorpresa, accolta con un misto di stupore e orgoglio, mercoledì sera, dal teatro Verdi gremito: è la prima volta che accade all’inaugurazione, come per la prima volta, poco prima, sono risuonate le note dell’inno italiano, di quello europeo e, omaggio all’ospite d’onore (lo scrittore Andrei Kurkov) dell’inno ucraino, mentre in video le rispettive bandiere agitavano al vento i loro colori.
Un avvio di festival impregnato di emozioni, che il video-messaggio del Capo dello Stato impreziosisce. «Invio volentieri gli auguri – queste le sue parole - all’annuale edizione di Pordenonelegge, che negli anni ha realizzato un forte legame con un crescente numero di appassionati. L’iniziativa conferma inoltre la vocazione internazionale del Friuli Venezia Giulia, da sempre cerniera fra Italia e Mitteleuropa, fra Mediterraneo e Balcani, fra Occidente e Oriente. Questa Festa del libro, come scrivono gli organizzatori, è anche Festa della libertà, perché senza cultura la libertà perde spessore e si indebolisce. È di grande significato che nell’articolo 9 della nostra Costituzione sia scritto che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Di questo obiettivo il libro è strumento fondamentale. Auguro successo per l’intensa attività in programma nei prossimi giorni».
Tocca al direttore artistico Gian Mario Villalta, quest’anno, presentare gli ospiti sul palco, seguito dal presidente della Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti, che, come spesso ha ripetuto in questi giorni, parla di libri come simbolo di libertà, di una manifestazione che unisce e inorgoglisce un territorio, e ringrazia i 200 giovani che siedono nelle prime file come ospiti d’onore.
Segue il sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, a nome anche degli altri primi cittadini in sala (molti con fascia tricolore), che, sottolineandone il «respiro nazionale e internazionale», racconta di un festival «che ci permette di dimostrare cos’è questo territorio», la sua vitalità e «capacità di creare sinergie fra il mondo che produce cultura, le categorie economiche e le istituzioni».
Pordenonelegge 2023 è anche la “prima volta” del vice presidente della Regione e assessore alla cultura Mario Anzil. Dichiarando la sua emozione, parla di «una rassegna che saprà cantare la libertà e elevare questa città e l’intera regione a cuore pulsante della cultura dell’Europa».
E questa 24esima edizione tiene a “battesimo” anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, pordenonese, «grato a quanti più di 20 anni fa immaginarono questo progetto lungimirante, l’idea di poter narrare in modo diverso il lontano Nordest e la Pordenone dei capannoni e delle caserme».
È ancora Ciriani, richiamando il concetto di libertà, a invocare la pace per l’Ucraina e a introdurre idealmente, dopo un messaggio del ministro della Cultura Sangiuliano, Andrei Kurkov, che è oggi fra i più noti scrittori ucraini, intervistato da Alberto Garlini, curatore con Valentina Gasparet del festival che prende il largo, a vele spiegate, anche grazie alla regia organizzativa di Michela Zin. —