Confindustria Mantova: «Lo sviluppo si gioca sull’attrattività»
Parola d’ordine: attrattività. Ovvero «mettere in campo tutte le misure necessarie per rendere attrattiva la nostra provincia dal punto di vista economico, culturale, sociale, e soprattutto imprendioriale». L’obiettivo di Confindustria Mantova è nelle parole del suo presidente Fabio Viani, nelle iniziative che via Portazzolo ha e sta mettendo in campo, nel titolo stesso (“Attrazioni”) della 78esima assemblea generale dell’associazione che quest’anno dal palco del teatro Bibiena ha sperimentato un format nuovo con più momenti di confronto su politica ed economia locale e nazionale nell’arco di una giornata trasmessa in diretta televisiva su Sky. Un evento «che rappresenta una sostanziale innovazione del nostro modo di fare assemblea» in linea con un percorso di profondo rinnovamento e rilancio che abbiamo intrapreso negli ultimi anni» come sottolineato il presidente nel suo discorso che ha toccato uno ad uno tutti i nodi nevralgici per il mondo imprenditoriale mantovano.
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«Attrattività significa sviluppo»
«Lo sviluppo ce lo giochiamo sull’attrattività» ha scandito Viani nell’elencare i “campi da gioco” di una sfida che è infrastrutturale, energetica e occupazionale per un territorio «ricco di eccellenze a partire dal primo distretto produttore di calze al mondo» per proseguire con «il distretto de legno che è uno dei primi dieci distretti in Italia per performance di crescita e redditività», con aziende leader nei propri settori e un «export che genera oltre il 70% del Pil provinciale, ben oltre la media regionale del 40% e nazionale del 30%» e «ciò significa che anche all’estero il “Made in Mantova” è una garanzia di qualità». E «il primo campo da gioco è quello delle infrastrutture: non ci stancheremo mai di sottolineare che non vi può essere sviluppo senza infrastrutture adeguate».
Il paradosso infrastrutture
Come Confindustria Mantova ha più volte denunciato «il nostro territorio è stato penalizzato dal mancato sviluppo infrastrutturale – ha scandito Viani – in un’epoca contraddistinta dalla difficoltà di reperire capitale umano la nostra competitività è stata minata dalla mancanza di viabilità e sistemi di collegamento adeguati». E questo è il «paradosso di Mantova» visto che «la posizione geoeconomica in cui operiamo non è da sottovalutare: la Lombardia è la terza regione industriale di Europa per capacità di produzione di Prodotto Interno Lordo», «siamo al centro delle tre regioni più industrializzate d’Italia, al centro dell’area più industrializzata e produttiva del Paese» e «la nostra economia è forte e diversificata con un Pil cresciuto del 6 % nel 2022 rispetto al 2021».
Alla Regione: non siamo marginali
Sfida, quella delle infrastrutture, che può essere vinta «solo se faremo sistema con le altre forze operanti sul territorio, con i Comuni, la provincia, i nostri amici delle territoriali limitrofe – ha ricordato ancora il presidente di via Portazzolo – Ma soprattutto con la Regione Lombardia, che per lungo tempo ci ha considerato marginali. Ma noi marginali non siamo e i numeri lo dimostrano». Ed è alla Regione Lombardia che il presidente si è rivolto «per dire che noi ci siamo, siamo pronti al dialogo e alla collaborazione, ma abbiamo bisogno di una maggiore flessibilità, riscontri più rapidi, risposte veloci. Vogliamo risposte concrete e azioni efficaci per far fronte alle sfide che i nostri imprenditori si trovano ad affrontare quotidianamente».
L’operazione Valdaro: un esempio
Così se il porto di Valdaro è l’esempio degli esempi di come «una sinergia fra pubblico e provato, fra mondo dell’impresa e politica lungimirante, è possibile e con successo», Viani ha quindi elencato i progetti “attrattivi” messi in campo dall’associazione come lo studio sulla Zls nella zona di Valdaro di tre anni fa che ha dato il via ad un iter «che è vicino all’esito positivo finale» e «sarà un’ulteriore leva di crescita per le nostre imprese». Come «il progetto di efficientamento dell’idrovia, che collega Cremona, Mantova e Rovigo al Mar Adriatico: una potenzialità immensa per un asset per il trasporto sostenibile e a basso costo». Come, in tema di energia, l’essersi «messi a disposizione per contribuire alla realizzazione di una vera e propria Hydrogen Valley, progetto che stiamo già supportando con grande convinzione, insieme alla nostra Provincia» perché «davanti a quella che è una vera e propria emergenza che sta mettendo a dura prova il conto economico delle imprese in una congiuntura già segnata da eventi eccezionali, non possiamo stare a guardare». E se «da una parte è nostro compito sollecitare il Governo perché dia delle risposte efficaci e di supporto alla nostra economia e alle nostre imprese», dall’altra «dobbiamo avere la capacità di elaborare soluzioni innovative e fare rete per trovare strade nuove». Come infine il Progetto calamita per far fronte a quell’emergenza che vede in Italia un’impresa su cinque «non trovare le persone di cui ha bisogno».
Palazzi e Bottani: fare squadra
E sul nodo infrastrutture sono tornati anche il sindaco Mattia Palazzi e il presidente della Provincia Carlo Bottani dal palco. «C’è una sola condizione per far crescere questo territorio – ha ricordato il sindaco – che i politici mantovani si ricordino di esserlo quando sono al governo o alla Regione, su questo non può esserci divisione politica: è una battaglia di tutti».Insomma, ha concluso Bottani, «è il momento di osare facendo squadra».