Dai turni no-stop ai permessi mai visti Al camper Filcams sfilano i diritti negati
Mamme lavoratrici che faticano ad ottenere permessi per accudire i figli, si ritrovano fuori casa dalla mattina alla sera perché il part-time, spesso e volentieri involontario, è spalmato su più blocchi orari della stessa giornata, e guai a sperare in un weekend libero. Studenti lavoratori a cui non vengono concessi permessi studio perché il datore di lavoro «non lo vede come un valore aggiunto volto spesso all’approfondimento della mansione che svolgono per progredire, ma come la ricerca di altri sbocchi professionali per andarsene». Si chiama conciliazione vita-lavoro ed è una delle principali vittime sacrificali sull’altare della flessibilità e precarietà che caratterizzano il settore del turismo in Italia. A raccontarlo sono le lavoratrici e i lavoratori che in questi giorni la Filcams Cgil sta intercettando in lungo e in largo per la provincia di Mantova con il camper “Mettiamo il turismo sottospra”. «E sono tanti quelli che vengono a cercarci, soprattutto giovani, impiegati nel turismo ma anche nel commercio per conoscere quali sono i loro diritti e come uscire da situazioni di estrema difficoltà» raccontano il segretario organizzativo Huber Artioli e la segretaria Stefania Cornetti mentre distribuiscono l’opuscolo “Conosci i tuoi diritti? Guida al lavoro stagionale nel turismo”. Elenco davvero lungo quello di diritti troppo spesso negati o ignorati a partire proprio dai permessi per proseguire con il fatto che i lavoratori stagionali hanno la precedenza nelle nuove assunzioni, che devono essere assunti come tutti i subordinati con contratto scritto, che l’orario deve essere quello previsto dal Contratto collettivo nazionale e non può superare le 40 ore, che gli straordinari pagati sono dovuti così come i riposi giornalieri, le ferie e le malattie retribuite, la tredicesima e la quattordicesima, l’indennità da infortuni, il Tfr e la Naspi per la quale è però necessario avere tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti.
«E poi ci sono i rischi del lavoro nero che spieghiamo ai giovani che si fermano al camper perché abbiano presente che li espone a qualsiasi ricatto e li lascia senza tutele: la maggior parte dei contratti sono part time a chiamata, ma il resto è tutto sommerso». Nelle tappe del camper (che dopo i primi due giorni in città, ieri era a San Benedetto, oggi sarà a Sabbioneta e Asola, domani a Castiglione delle Stiviere per poi tornare a Mantova con tappa alla Favorita, venerdì a Palazzo Te e sabato in piazza Martiri di Belfiore e piazza Concordia) i segretari Filcams sono spesso affiancati, oltre che dai colleghi del Caf e di Nidil, anche dal presidente di Federconsumatori Luigi Pace in campo per promuovere il lavoro sostenibile perché «la precarietà con stipendi non sostenibili impedisce ai lavoratori di impegnarsi in consumi sostenibili».
Fare sindacato di strada è questo: «È mettersi a disposizione – concludono Artioli e Cornetti – entrando in contatto con i lavoratori e i loro problemi direttamente sul territorio e nei luoghi di lavoro».