La prof impallinata dagli alunni torna in classe: «Starò più attenta e cambierò metodo »
Inizio anno scolastico anche per Maria Cristina Finatti, la professoressa dell’istituto Viola Marchesini di Rovigo impallinata con una pistola ad aria compressa dai suoi studenti, ripresa con i telefonini e sbertucciata sui social network. L’insegnante di Scienze e Biologia partirà con cinque prime classi e quattro seconde. Tra le seconde, ovviamente, non c’è la classe in cui si era consumato il grave episodio: è stata assegnata a un’altra collega.
«Sarò un po’ più guardinga» dice la docente, ribadendo la sua intenzione di riprendere con la vita normale, senza più ricordare lo sconcertante episodio. «Penso che rivoluzionerò un po’ il metodo in classe. «Li farò lavorare un po’ di più, magari anticipando i compiti che devono fare a casa. Poi bisognerà vedere anche come saranno». Maria Cristina Finatti ha avuto tutti i mesi estivi di tempo per riflettere sull’accaduto e sui motivi per cui è successo. «Non penso sia stato un problema di metodo mio. Sarebbe successo a qualsiasi altro insegnante, credo. Era l’inizio dell’anno scolastico, neanche mi conoscevano. Però pensavano ai follower».
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Nell’istituto professionale Viola Marchesini di Rovigo dopo quel fatto sono arrivati gli ispettori. Li ha inviati il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, nel momento in cui ha appreso della promozione dei quattro ragazzi che, a ottobre, avevano sparato contro l’insegnante di scienze con una pistola ad aria compressa. Uno studente aveva fornito la pistola, un altro aveva colpito la docente e un terzo e un quarto avevano ripreso la scena e pubblicato il video sui social.
Tutti sono stati promossi alla classe successiva con 8 e 9 in condotta. “Il loro comportamento, nel secondo quadrimestre, è stato irreprensibile”, è stato il giudizio complessivo. Il ministro aveva addirittura annunciato di voler «intervenire per rivedere le disposizioni che regolano l’attribuzione del voto di condotta».
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Il ministro ha chiesto alla dirigente scolastica di riconvocare il consiglio di classe, per riconsiderare in autotutela le decisioni prese, visti gli esiti della relazione degli ispettori e considerata la non corretta applicazione del Dpr 122/2009 e del regolamento di istituto. E così ha fatto la preside, Isabella Sgarbi, riconvocando gli insegnanti già nel pomeriggio, «per riflettere e rivalutare la situazione».
Alla fine la questione si è chiusa con l’abbassamento dei voti di condotta degli studenti, ma la conferma della promozione alla classe successiva per tutti e quattro.
La professoressa, Maria Cristina Finatti, si era detta «delusa, lasciata sola dai colleghi e dalla dirigente» dopo quel bagno di umiliazione. E aveva deciso di denunciare tutti i 24 studenti della classe.
Ciò che aveva destato sconcerto era stata anche la circostanza delle mancate scuse da parte dei ragazzi, per altro difesi a spada tratta dai genitori. Uno soltanto si era fatto avanti per chiedere scusa, gli altri avevano scelto una linea completamente diversa.
«Adesso mi interessa solo lasciarmi alle spalle questa brutta parentesi e ripartire senza pensieri» dice.