Tombolo, imbianchino muore dopo 10 giorni di coma: era caduto da una scala a casa di un amico
Per dieci giorni ha combattuto come un guerriero, a casa ad attenderlo c’erano i suoi affetti più cari e un mondo sconfinato di amicizie che ora piange la sua scomparsa. Ma le gravissime ferite riportate alla testa, dopo la tragica caduta dalla scala, non gli hanno lasciato scampo. Ieri mattina si è spento in ospedale a Padova Gianni Micheletto, viveva a Galliera Veneta e avrebbe compiuto 68 anni venerdì. Lo conoscevano in tanti in paese, il suo era un sorriso pulito e contagioso.
Il drammatico incidente all’origine del decesso si è consumato nella casa di un conoscente, a Tombolo, dove la mattina del 2 settembre si era recato per effettuare un sopralluogo. I familiari hanno dato il via libera all’espianto degli organi.
La vittima era un esperto imbianchino: estremamente generoso, si stava godendo da alcuni anni la pensione, ma ogni tanto si impegnava in alcuni lavoretti, si dava da fare a tempo perso, per rendersi utile e sentirsi attivo. Lascia la moglie Marisa e la figlia Marta, che da qualche anno l’aveva reso nonno di una splendida nipotina, Diletta. Gianni viene descritto come un uomo buono, disponibile, che amava scherzare, una persona socievolissima e bonaria.
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«Non l’ho mai visto arrabbiarsi», racconta chi lo conosceva. Era molto legato alla famiglia e naturalmente adorava la nipotina, si dedicava a lei con trasporto e amore. Era pure un grande appassionato di pesca. Tra i suoi interessi da tempo c’erano le moto d’epoca, una dimensione che lo aveva coinvolto al punto che aveva deciso di partecipare alla nota corsa Milano-Taranto, una competizione in cui era pure riuscito ad imporsi. Il funerale sarà celebrato sabato mattina in chiesa a Galliera.
In attesa del commiato, si ripercorrono gli istanti che ne hanno spezzato l’esistenza. L’anziano, il 2 settembre scorso, si trovava in un’abitazione di via Malzone a Tombolo. La richiesta di aiuto era scattata attorno alle 11. A lanciarla era stato il padrone di casa, che per primo aveva prestato soccorso all’infortunato. Gianni era nell’abitazione del tombolano per effettuare un sopralluogo.
Nessuno era presente quando si è verificato l’incidente: «Al momento del fatto mi trovavo al piano inferiore – aveva spiegato, ancora sotto shock, il proprietario dell’abitazione – Non so veramente come sia successo». Di certo, a destare l’attenzione dell’uomo, era stato l’improvviso e forte rumore proveniente dal piano superiore. Allarmato, non ci aveva pensato due volte ed era corso di sopra per vedere cosa fosse accaduto. Arrivato, ha trovato l’uomo steso sul pavimento, con ogni probabilità a seguito della caduta da una scala, sulla quale era salito per svolgere le verifiche necessarie per il lavoro.
La situazione era apparsa subito critica, non c’era tempo da perdere, quindi immediata è partita la chiamata al 118. Vista la gravità della situazione, da Padova si era alzato in volo l’elisoccorso del Suem. Il gallierano era stato quindi stabilizzato sul posto e preso in carico dai sanitari, che lo avevano trasferito in ospedale a Padova in coma farmacologico.
L’arrivo a Tombolo del mezzo di soccorso aveva destato una forte preoccupazione tra i residenti del Comune, manifestata anche attraverso i canali social. La notizia dell’infortunio, quel giorno, era arrivata anche al sindaco Cristian Andretta, che aveva subito espresso vicinanza ai famigliari dell’uomo.