Travolto e ucciso a Montà tornando dalla messa: era il papà dell’ex assessore Piron
Troppo violento quell’urto con la macchina in corsa, troppo gravi le ferite riportate. È morto l’anziano di 86 anni che lunedì sera è stato investito in via Montà, mentre tornava a casa da messa in bici. A guidare l’auto un 66enne. La vittima è Mario Piron, colonna portante della comunità di Sant’Ignazio, residente ad appena poche decine di metri dal luogo del fatale incidente, in via Amundsen, padre di tre figli tra cuio l’ex assessore Claudio.
«Se per avere giustizia dovremo passare per vie legali, siamo pronti a farlo», ha detto martedì, con una voce strappata dal dolore, l’altro figlio, Giacomo. Solo il tempo e le indagini della polizia locale faranno luce sull’esatta dinamica dell’incidente, ma diversi residenti hanno evidenziato l’eccessiva velocità delle auto in quel tratto di strada.
Il ritorno a casa
Vero le 18.30 di lunedì Mario Piron, esce dalla chiesa di Sant’Ignazio. Dopo l’ultima messa della giornata, di cui era una presenza fissa, saluta gli amici e prende la bici per compiere quel breve tratto di strada che lo divide dalla sua abitazione.
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Sono le 18.45 quando Mario arriva alle strisce pedonali di via Montà. La strada è spesso trafficata, le auto corrono veloci, e lui lo sa. Attende per attraversare, casa sua è lì dietro, dalla strada si vede appena.
L’incidente
Ma un’auto, una Peugeot 206 in arrivo da Sudest, dalla città, non si ferma in tempo. Mario e la sua bici vengono presi in pieno, il parabrezza dell’auto va in frantumi. L’impatto è così violento che il corpo dell’86enne viene sbalzato diversi metri più in là. L’uomo cade rovinosamente sull’asfalto di fronte dall’auto che lo ha investito.
L’automobilista della Peugeot scende subito dall’auto. La scena è drammatica. Testimoni riferiscono che una volta sceso, e compresa la gravità della situazione, l’autista si è seduto a bordo strada insieme ad un amico che viaggiava con lui. Un agente della polizia locale fuori servizio si trova lì in quel momento. L’istinto prevale e chiama il 118 istanti dopo la tragedia: sarà il primo a farlo.
I soccorsi
Una seconda casualità, ci sono anche due volontari della Croce verde. Fanno tutti il possibile per dare una prima assistenza all’anziano sull’asfalto. Poco dopo sul posto arriva anche un automedica del Suem 118, i paramedici cercano di stabilizzarne le condizioni.
Seppur vivo infatti, Mario è in gravi condizioni. Arriva d’urgenza al Pronto soccorso dell’Azienda Ospedale di Padova. Si prova a salvarlo, ma la situazione è disperata. Mario non vedrà più l’alba, si spegne in ospedale poche ore dopo.
Una strada pericolosa
All’indomani ciò che resta sono i segni verdi del gesso della polizia locale sull’asfalto. «Saranno le indagini a darci una risposta di quello che è successo, ad aiutarci a dare un significato al nostro dolore», dice uno dei tre figli di Mario, l’ex assessore alla Scuola Claudio Piron. «Sono sicuro che la giustizia farà il suo corso, e voglio che i responsabili paghino per quello che è successo - conclude - ma spero solo di riuscire a trovare, dopo tanto dolore, la forza di perdonare. Perché sono sicuro che sarebbe stato quello che mio padre avrebbe voluto».