Studente truffato a Pavia: versa la caparra la casa a Pavia non c’è
PAVIA. La necessità di trovare un appartamento in tempi brevi e l’abilità di un presunto locatore hanno giocato un brutto scherzo a uno studente universitario udinese che di fronte alla apparente correttezza di una proposta d’affitto è rimasto vittima di una truffa studiata nei minimi dettagli.
Bonifico immediato
La trappola è scattata quando, in due momenti diversi, lo studente ha versato in totale 426,50 euro a titolo di caparra utilizzando lo strumento bancario del bonifico immediato: bisognava inviare subito la somma per bloccare l’appartamento – un’abitazione elegante e in buona posizione a Pavia – , altrimenti sarebbe stato assegnato ad altri pretendenti.
Lo studente e i suoi familiari erano rimasti perplessi quando era stato chiesto l’utilizzo di uno strumento come quello del bonifico immediato – che consente al beneficiario il ritiro della somma in tempi molto rapidi rendendo pressoché impossibile il recupero del denaro in caso di un inganno – , ma alla fine il tono molto convincente utilizzato al telefono dal locatario e la necessità di chiudere in tempi brevi la ricerca della casa hanno convinto il ragazzo a spedire i soldi. Le trattative erano cominciate dopo che il giovane aveva utilizzato un gruppo Facebook per cercare casa a Pavia. Tra coloro che si erano fatti avanti c’era anche l’uomo che poi aveva portato avanti questa trattativa presentandosi come Filippo Gemmato.
La casa non c’è
La truffa si è materializzata quando, pochi giorni dopo, venerdì 8 settembre, il giovane si è recato da Udine a Pavia per vedere la casa, firmare il contratto ed entrare così in possesso dell’appartamento. Poco prima dell’orario dell’appuntamento in via Riviera, indirizzo dell’abitazione, Filippo Gemmato ha avvertito con un sms il giovane dell’impossibilità di incontrarlo: era stato infatti costretto a un ricovero in ospedale. Per dare concretezza alle sue affermazioni ha anche allegato una fotografia che lo ritraeva su un letto con una medicazione al braccio. Dopo questo improvviso impedimento, lo studente ha avviato qualche ricerca sul web inserendo il nominativo “Filippo Gemmato”. È subito apparso un servizio di “Striscia la notizia” che spiegava come molti ragazzi erano rimasti vittima di una truffa da parte di un irrintracciabile Filippo Gemmato.
L’uomo, spacciandosi come collaboratore della Samsung, proponeva ai giovani in cerca di lavoro un corso di formazione e una successiva assunzione dopo il pagamento a titolo di iscrizione di una somma in denaro. A quel punto lo studente e suoi familiari hanno chiamato ripetutamente al telefono il locatore che alla fine ha risposto: quando la famiglia udinese lo ha messo alle strette dicendo che avrebbe sporto denuncia ai carabinieri, l’uomo ha troncato la discussione, dimostrandosi offeso e dicendo che era in ospedale ma che avrebbe subito restituito il denaro. Cosa mai avvenuta. La denuncia è stata invece subito presentata ai carabinieri di Pavia. «Abbiamo trattato due casi simili alla fine del 2022 – afferma Raimondo Englaro, presidente regionale Fvg del Movimento difesa del Cittadino – e le vittime sono state due studenti friulani che cercavano un appartamento a Milano. Purtroppo il recupero delle somme versate diventa quasi impossibile perché i truffatori scompaiono e i nominativi utilizzati sono quelli di “teste di legno”, ossia di terze persone nullatenenti. Il consumatore deve avere la lucidità di premunirsi. Bisogna sempre stare in guardia quando si tratta con persone che si definiscono “privati” e che non danno alcuna garanzia. Non sappiamo mai chi sta dialogando con noi sul web. Consigliamo sempre di andare sul posto, di vedere le case, di avere testimoni e di riferirsi a elementi certi come quelli che possono fornire le agenzie».