Tutti in classe: suona la campanella per 135 mila studenti e 3.851 insegnanti precari
UDINE. Anche se molte scuole hanno anticipato l’avvio dell’anno scolastico, oggi (mercoledì 13 settembre), suona ufficialmente la prima campanella per 135 mila 173 allievi della regione, distribuiti in 7 mila 237 classi.
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Si tratta di 13 mila 533 bambini iscritti alle scuole dell’infanzia, 42 mila 94 alle primarie, 29 mila 230 alle medie e 50 mila 296 alle superiori.
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Al loro fianco ci saranno 17 mila 107 insegnanti, di cui 3 mila 581 precari, nominati con contratti in scadenza i prossimi 30 giugno e 31 agosto, dagli Uffici scolastici provinciali e regionale.
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Le nomine
Complice la mancanza di concorsi, quest’anno sono stati assunti 517 insegnanti a tempo indeterminato. Avrebbero dovuto essere 636, ma la mancanza di iscritti nelle graduatorie non ha consentito di raggiungere il budget assegnato dal ministero.
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A queste si aggiungono 208 nomine in ruolo del personale Ata, tecnici e amministrativi, e 3 mila 581 supplenze assegnate ad altrettanti precari, di cui mille 537 insegnanti di sostegno. Anche nel caso delle supplenze, gli Uffici scolastici hanno esaurito le graduatori.
In Friuli Venezia Giulia mancano insegnanti abilitati e quindi, per coprire i posti rimasti vacanti, i dirigenti scolastici saranno costretti a reclutare i docenti dalle graduatorie d’istituto e tra coloro che si sono messi a disposizione attraverso la piattaforma online (Mad).
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Questa situazione è anche una conseguenza delle rinunce ricevute dopo il 31 agosto dalle scuole. Almeno 779 precari hanno rispedito al mittente la supplenza dopo aver presentato domande di aspettativa, ricevuto assegnazioni provvisorie tardive da altre regioni e a seguito di assunzioni a tempo indeterminato avvenute prima della cancellazione da altre graduatorie.
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Questo per dire che il fenomeno del precariato non solo permane, ma viene incentivato dal fatto che i neo assunti a tempo indeterminato non hanno l’obbligo di permanenza nella sede assegnata. I residenti fuori regione, infatti, si trattengono il tempo necessario per presentare la domanda di assegnazione provvisoria nelle località di provenienza. Anche questo è un modo per interrompere la continuità didattica.
Insegnanti di sostegno
Delle 119 nomine in ruolo rimasti rimaste inevase, 109 riguardano gli insegnanti di sostegno per le scuole primarie. La mancanza di insegnati specializzati nella didattica per alunni e studenti disabili è il vero nodo da sciogliere in un sistema formativo che non ce la fa a coprire tutte le carenze.
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Basti pensare che nelle scuole del Friuli Venezia Giulia la metà degli insegnanti di sostegno è privo di specializzazione, mentre il numero degli alunni e degli studenti con disabilità certificata continua ad aumentare.
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Al momento se ne contano 4 mila 701, lo scorso anno erano 4 mila 631. Il dato più alto si riscontra nelle scuole primarie (1.851), seguite dalle medie (1.309) e dalle superiori (1.220), mentre nelle scuole dell’infanzia i bambini con disabilità certificate non vanno oltre le 321 unità. Il problema è lo stesso anche a livello nazionale, dove la questione resta sul tavolo del ministro.
Lo scorso anno la Consulta regionale delle associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie ha chiesto al presidente Fedriga di portare il tema in Conferenza delle regioni.
Il covid
L’anno scolastico apre nel momento in cui il virus torna ad alzare la testa. In questo momento, nelle scuole di ogni ordine e grado, non sono previste restrizioni per eventuali casi di Covid.
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I dirigenti scolastici stanno monitorando la situazione e, in presenza di possibili contagi, si limitano a invitare le famiglie a non accompagnare i figli in classe fino alla scomparsa dei sintomi. Nelle aule e nei corridoi, uffici compresi, insomma, si torna a guardare con sospetto agli assembramenti e non è escluso che in determinate circostanze possano ricomparire pure le mascherine.
Resta la raccomandazione di lavare spesso le mani e di non dimenticare di utilizzare i gel disinfettanti.