Addio a Gambardella, Illy: «Aiutò a risollevare l’economia di Trieste»
TRIESTE. Un grande vecchio della politica triestina racconta che Gambardella teneva con sé un’agendina zeppa di numeri. «Numeri degli uomini più potenti d’Italia...», rivela il “vecchio”. Che l’aneddoto sia vero o no poco importa. Di sicuro Giovanni Gambardella nel corso della sua brillante carriera manteneva legami importanti e stratificati. L’ingegnere, nato a Taranto nel 1935, è morto a Genova all’età di 89 anni. E Trieste gli deve tanto: le operazioni su Ferriera, Fincantieri, Lloyd triestino, Grandi Motori, sono alcune delle sfide in cui compare il suo nome.
Uomo della siderurgia
L’ “iron man” della siderurgia di Stato inizia la sua carriera nel ’69 come responsabile di laboratorio del gruppo meccanico nucleare dell’Ispra riuscendo a diventare prima amministratore delegato della Nira (Nucleare Italiana Reattori Avanzati) poi di Ansaldo Energia, fino ad arrivare nell’87 ai vertici dell'industria siderurgica di Stato che guidò fino al ’93, chiamato dall’Iri per riorganizzarla. Gambardella è ricordato per aver liquidato la Finsider (Società Finanziaria Siderurgica spa del Gruppo Iri) e creato dalle sue ceneri l’Ilva, di cui è stato amministratore delegato. È tra il ’93 e il ’94 che la figura dell’ingegnere assume un ruolo di peso per Trieste.
La chiamata del sindaco Illy
Siamo ai tempi di Riccardo Illy sindaco: è proprio lui che chiama Gambardella. «Io venni eletto nel dicembre ’93 – ripercorre Illy, attuale presidente del Polo del Gusto – il segretario generale del Comune se ne andò subito, gli subentrò Raffaello Fabbro, scomparso qualche anno fa. Fu una figura illuminata, la sua, che mi suggerì di cercare un consulente per le questioni economiche». In quel periodo Illy nomina anche un direttore generale, Andrea Viero, pedina innovativa per un Comune. Ma il sindaco è anche in contatto con la task force di Roma per le aree in declino del Paese, e Trieste era nella lista, con a capo Gianfranco Borghini (fratello dell’ex sindaco di Milano Giampiero Borghini). «Fu Borghini a indicarmi Gambardella – rammenta Illy – mi disse. In effetti lui aveva guidato l’Ilva fino a pochi mesi prima e Trieste aveva il problema della Ferriera». In quel contesto matura la chiamata di Gambardella, come consulente per il rilancio economico della città. Ma l’assegnazione dell’incarico all’ingegnere, con delibera, costa a Illy un’iscrizione nel registro degli indagati per il reato di “locupletazione” (ingiusto arricchimento). Inchiesta poi archiviata. Illy in quel periodo, peraltro, scopre di avere alle spalle, in soli due anni di mandato, venticinque iscrizioni nel registro degli indagati. Tutte archiviate.
Disoccupazione dimezzata
Il primo compito di Gambardella, all’epoca, è salvare la Ferriera, ma anche sollevare la città dalla disoccupazione, a livelli del 10%, dimezzata nel giro di qualche anno. «Trieste deve essere grata a Gambardella – riprende Illy. Lui mi diceva “sai, mi accusano di avere un cattivo carattere”. Io rispondevo che per avere un cattivo carattere bisognava averne uno. Lui lo aveva. Fu indubbiamente un grande personaggio». —