Trieste, un “patto” per favorire l’arrivo degli studenti extra Ue in città
TRIESTE. Dei circa 17 mila iscritti all’Università di Trieste, il 4,8% non è italiano. Gli studenti stranieri provengono da 50 paesi, molti dei quali extra Ue, e nell’ambito del cosiddetto “terzo livello” sta crescendo l’attrattività verso Middel East e Far East, con un aumento di presenze indiane e pakistane. Una fotografia che ha stimolato l’ateneo giuliano e la locale Questura a lavorare insieme per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, della durata di due anni, finalizzato ad agevolare l’inserimento nel mondo universitario di studenti, dottorandi e docenti extra Ue che fanno il loro ingresso in Italia per ragioni di studio, ricerca o didattica.
Nello specifico sarà anzitutto creata una casella di posta elettronica riservata proprio alle comunicazioni riguardanti tale accordo, e nelle sedi della Questura saranno organizzate delle giornate dedicate alle operazioni di raccolta dati e fotosegnalamento necessarie al rilascio dei permessi di soggiorno.
Se nel portare a termine le procedure mirate alla regolarizzazione della loro posizione di cittadini extra Ue a Trieste gli studenti stranieri dovessero incorrere in qualche difficoltà, qualche intoppo, o se dovessero semplicemente aver bisogno di un supporto, grazie a questo protocollo potranno dunque essere attivate in maniera più celere tutte quelle operazioni burocratiche che li riguarderanno.
«Le attività della Questura si concentreranno in particolare sul rilascio e sul rinnovo dei permessi di soggiorno – ha spiegato ieri il questore Pietro Ostuni in occasione della presentazione del protocollo – anche mediante l’adozione di prassi innovative per consentire la riduzione dei tempi di attesa agli sportelli e della durata delle pratiche». «Un’attenzione al mondo dell’Università è doverosa, così come è doveroso agevolare l’inserimento di questi studenti, dottorandi e ricercatori, favorendo così la loro integrazione», ha aggiunto Ostuni: «La piattaforma dedicata servirà a intercettare subito le loro esigenze».
Tutti gli appuntamenti con studenti, dottorandi e ricercatori «saranno presi – ha precisato a sua volta il rettore Roberto Di Lenarda – in collaborazione con gli uffici di UniTs, che forniranno tutte le informazioni e il supporto necessario. L’accordo formalizza una sperimentazione attiva dal 2020 al servizio di tanti giovani in arrivo nel nostro ateneo. Abbiamo la necessità di essere attrattivi, stiamo implementando l’offerta in lingua inglese, con tutte le nuove lauree magistrali attivate appunto in inglese per offrire una preparazione di valore internazionale anche agli studenti italiani»