Serrai di Sottoguda, lavori completati al 55%. «Vedremo di finire a inizio 2024»
«I lavori fatti hanno superato il 55% del totale e si spera che vengano ultimati entro l’inizio del 2024 per consentire ai cittadini e ai turisti di tornare a fruire di questi paesaggi che sono unici al mondo».
Lo ha detto Andrea Zanoni (Pd), presidente della quarta commissione consiliare regionale permanente (vicepresidente Roberto Bet della Lega) che ieri si è riunita a Rocca Pietore, per audizioni, in sede conoscitiva, in ordine ai lavori di ripristino e riqualifica generali ai Serrai di Sottoguda, a seguito dei danni provocati da Vaia.
I commissari hanno poi effettuato un sopralluogo al cantiere dei lavori ai Serrai. Sono stati ascoltati il sindaco di Rocca Pietore, Andrea De Bernardin, Gian Vittore Vaccari, amministratore unico di Veneto Acque (soggetto attuatore degli interventi), Francesco Trevisan (Veneto Acque), responsabile unico del procedimento, Vincenzo Artico, direttore della direzione regionale difesa del suolo, e Fabio Muraro, direttore dei lavori.
L’obiettivo confermato dalla quarta commissione è dunque quello di completare il cantiere entro la fine del 2023 per poi fare le rifiniture tra il 1° aprile e il 15 giugno 2024.
Per rendere di nuovo agibili i Serrai sono stati stanziati 11 milioni e 200 mila euro, mentre 2 milioni sono stati destinati a interventi emergenziali.
Dopo la stabilizzazione dei versanti della forra su un’estesa complessiva di circa 200 mila metri quadrati di parete, sono state realizzate opere idraulico-fluviali per la sistemazione del torrente Pettorina con la realizzazione di scogliere con massi ciclopici prelevati dalla vicina cava Col di Rocca, opere stradali e strutturali, a iniziare dal rifacimento del percorso lungo la forra per circa 1, 6 chilometri, opere a rete per sottoservizi, opere civili necessarie e opere varie di inserimento, sistemazione e valorizzazione ambientale.
Dopo Vaia, i primi interventi emergenziali sono stati avviati nel mese di giugno 2019 e si sono conclusi a dicembre 2020, per una spesa complessiva di 1.995.181,92 euro.
A dicembre 2020 c’è stata una consegna parziale dei lavori; una seconda fase degli interventi è stata realizzata tra il 10 giugno e il 13 dicembre 2021; la terza fase dei lavori è avvenuta tra il 12 aprile e il 9 dicembre 2022; il cantiere è stato quindi riaperto il 5 aprile 2023.
«Nell’esecuzione dei lavori», dice la quarta commissione, «è stato scrupolosamente seguito da Veneto Acque il protocollo di legalità predisposto dalla Regione e sono state fatte tutte le verifiche di legge sui soggetti appaltatori, superando i tre livelli di controllo previsti: primo grado, Audit e certificazione. Quindi, è stato fatto il massimo per garantire trasparenza negli appalti e per ridurre al minimo il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata».
Il vicepresidente Roberto Bet, dal canto suo, ha posto l’accento sulla «velocità ed efficacia degli interventi effettuati e la mancanza di contenziosi giudiziari», quindi ha proposto «di valutare con attenzione se questo modello virtuoso possa essere replicato anche per l’utilizzo dei fondi legati al Pnrr».