Recovery plan, per salvare la quarta rata il governo concorda con la Ue 10 modifiche sui 27 obiettivi del primo semestre
Una riunione di poco più di un’ora a Palazzo Chigi convocata d’urgenza per approvare 10 modifiche sui 27 obiettivi che avrebbero dovuto essere raggiunti entro il 30 giugno per poter ricevere la quarta rata del Pnrr. Di cui il governo Meloni non ha ancora chiesto il pagamento perché l’Italia non ha rispettato diverse milestone e target, a partire da quella sull’aggiudicazione di tutte le gare per gli asili nido. È così che la premier e il ministro per il Pnrr Raffaele Fitto cercano di uscire dall’angolo, annunciando dopo la cabina di regia che i cambiamenti sono stati “condivisi” con la Commissione e che “nei prossimi giorni” si potrà dunque chiedere la nuova rata da 16 miliardi senza alcun definanziamento. Nel frattempo ancora si attende il versamento della terza che ne vale 19 ed è bloccata da febbraio perché Bruxelles ha contestato diversi progetti. Dopo gli attacchi delle opposizioni, Fitto ha detto in conferenza stampa che terrà un’informativa alle Camere.
Per quanto riguarda gli asili nido, “è stata spostata la tappa intermedia dell’aggiudicazione delle gare. Quindi si può continuare ad aggiudicare le gare. Se avanzano dei soldi potremo fare ulteriori bandi, sempre per gli asili nido”, ha detto Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci. “Non c’è una nuova data, c’è l’accordo a proseguire le gare. A fine giugno avevamo aggiudicato gare per il 91,4% delle risorse, quindi possiamo continuare. Noi proseguiamo, dovessero esserci problemi, tanto ce lo spostano nel tempo e si può riaprire il bando per qualche comune che magari all’epoca non ha partecipato”, ha spiegato Decaro. Durante la riunione “si è parlato della rimodulazione della quarta rata, ho visto prevalentemente questioni di carattere amministrativo”.
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