Stop al Polisportivo. Roccon: «Impossibile spendere otto milioni»
Fermi i lavori al Polisportivo di Belluno. Non esiste al momento alcuna data di avvio cantiere per lo stadio del capoluogo, nonostante la necessità impellente di metterci mano in considerazione dei numerosi aspetti precari della struttura.
Il comune dovrebbe appaltare entro fine mese i lavori finanziati con i 3.7 milioni di euro derivanti dall’apposito bando di rigenerazione urbana, ma i costi si sono impennati e il rischio è quello di riuscire a combinare poco o nulla. Addirittura, la stima riguardante il rifacimento di entrambe le tribune con annessi spogliatoi, uffici e quant’altro è di quasi 8 milioni di euro. Il tutto per avere “solo” un impianto omologabile per l’eventuale serie C.
Non stiamo parlando di una cattedrale nel deserto, ma di uno stadio dignitoso da 1500 posti a sedere. Il minimo, se si va nel professionismo. Ma forse pure se si rimane in D.
Non ci gira attorno Franco Roccon, assessore ai lavori pubblici del comune.
«Purtroppo il Polisportivo è uno dei progetti fermi perché i costi sono schizzati verso l’alto. Intanto abbiamo domandato al ministero delle infrastrutture un 20% in più, che consenta di adeguare la somma di 3 milioni e 700 mila euro di cui siamo beneficiari, avvicinandoci ai 5 milioni. Poi dovremo comprendere come agire riguardo la scadenza di fine luglio. Il problema però è tangibile: rifare lo stadio portandolo a 1500 posti a sedere con spogliatoi e spazi adeguati vale all’incirca di 8 milioni di euro, stando al progetto che abbiamo in mano. Solo di demolizione viaggiamo sul mezzo milione di euro…».
O si trovano altre somme, oppure è difficile ipotizzare anche solo il rifacimento di almeno una delle due tribune.
«Non è questa la nostra intenzione, perché il lavoro va svolto in modo definitivo e non a step. Di conseguenza non abbiamo neppure approvato il progetto, al momento. Purtroppo sono molti i comuni nella nostra medesima, complessa situazione».
A questo punto la Dolomiti Bellunesi dovrà prendere una decisione riguardo la sede delle proprie gare casalinghe. Non ha ansie particolari, in quanto sono omologati per la serie D sia lo “Zugni Tauro” di Feltre e sia il sintetico a Sedico. Però non è mai cambiato un principio, da quando è stata effettuata la fusione nell’estate 2021: il principale impianto di gioco rimane il Polisportivo, centrale dal punto di vista geografico. Solo che sarebbe un altro campionato su tribune a capienza ridotta e in deroga, perché un’ordinanza (non rispettata) direbbe che le due gradinate in cemento possono accogliere al massimo poco più di 200 spettatori.
«Noi siamo disponibili a mantenere la tribuna metallica aggiuntiva, consentendo alla Dolomiti di continuare a giocare a Belluno».
Altro dato da non sottovalutare è che nel capoluogo, dati alla mano, si registra sempre il numero più alto di paganti. Insomma, prossimamente il tema della casa domenicale della Dolomiti tornerà a essere di forte attualità.