Famiglia travolta a Santo Stefano, il procuratore capo: non è stato un gesto volontario
«Quella di un gesto volontario è una ipotesi da consegnare alle astrazioni: più probabile uno stato d'ira che non sappiamo da cosa dipenda».
Lo ha detto oggi, martedì 11 luglio, a Belluno il capo della Procura Paolo Luca sulle ipotesi riguardanti l'incidente di Santo Stefano di Cadore costato la vita a nonna, papà e nipotino di Favaro Veneto che saranno salutati con un unico funerale.
Parlando della 31enne tedesca arrestata, Angelika Hutter, Luca l'ha definita «una persona che non ha capacità di contenimento dell'ira». Lei intanto è ricoverata in Psichiatria.
Esclusa l'ipotesi di un gesto volontario, dunque, per il momento. «Un'astrazione», ha ribadito Luca, « sulla quale non ci sono riscontri, in attesa di una consulenza tecnica, che non c'è ancora stata».
Nel momento dell'impatto con la famiglia veneziana sul marciapiede, a San Pietro di Cadore, Angelika Hutter «non era al telefono, né navigava sul web. Ma tutto sarà affidato ad un esperto forense», ha aggiunto Luca.
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E ancora: «La 31enne era stata vista poco prima gettare in aria una bottiglia appena riempita in una fontana, e partire con una pericolosa inversione ad U, che l'aveva portata a sfiorare un'auto che usciva da una laterale».
Aveva fatto l'inversione nella piazzola di un parcheggio, rischiando un incidente, prima di immettersi su via Udine. La ricostruzione è confermata da un nuovo video e da una seconda testimone.