Eureka, a Gorizia la fiera delle imprese che si incontrano per creare cultura
GORIZIA. Sarà Gorizia la sede dell’edizione 2024 di Eureka, la Fiera regionale della cultura e della creatività, che fa incontrare le imprese tradizionali e quelle creative del Friuli Venezia Giulia per far sbocciare nuove reti e sinergie produttive. Un investimento che la Regione fa in vista di quel grande evento chiamato Go!2025, che l’anno successivo - il 2025 appunto - avrà come baricentro il capoluogo isontino e Nova Gorica, ma che si irradierà in tutta l’area.
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Ad annunciarlo è il vicepresidente della Regione con delega a Cultura e sport, Mario Anzil, il quale spiega che, dopo la prima edizione a Pordenone nel 2022 e dopo l’Eureka Day in programma a Villa Manin di Passariano in ottobre, per la seconda edizione della Fiera, nel 2024, è stata appunto individuata Gorizia come sede, per seminare il terreno in vista del 2025, nella consapevolezza che Gorizia non debba essere «solo punto di arrivo ma anche di partenza. Non a caso sosteniamo la candidatura di Pordenone a Capitale italiana della cultura nel 2027, evento per il quale prevediamo, già quest’anno in assestamento, un primo finanziamento di 40 mila euro per lo studio di fattibilità necessario per presentare la candidatura. Non vogliamo che Go!2025 rimanga isolato alla città e all’anno, ma che abbia una dimensione più vasta e di maggiore durate, che vada ben oltre il 2025».
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Cos’è dunque Eureka? È una Fiera biennale che punta a spingere le tante imprese culturali e creative della regione, favorendo dei “match” con le imprese tradizionali (prevalentemente del manifatturiero ma non solo), sempre più interessate alla comunicazione, al marketing digitale ed esperienziale, alla sostenibilità, alla ricerca di quell’idea geniale che può fare la differenza. È un mondo, quello delle imprese culturali e creative, che in Fvg conta, secondo dati della Regione, circa 5.200 realtà che danno lavoro a oltre 30 mila addetti e incidono con il 6% sul Pil regionale.
Tra maggio e giugno di quest’anno sono già stati organizzati dalla Regione diversi incontri nei vari territori, in collaborazione con la Camera di commercio della Venezia Giulia, la Camera di commercio Pordenone-Udine e Carnia Industrial Park. Il clou sarà però il 13 ottobre Villa Manin, con l’Eureka Day
«L’obiettivo - sottolinea il vicepresidente Anzil - è creare delle connessioni attraverso conferenze e incontri bilaterali, che portino a progetti e collaborazioni tra imprese creative e tradizionali. Si cerca di cogliere quali siano le esigenze e le richieste delle tradizionali, per farle poi incontrare con quelle realtà creative e culturali che possono essere in grado di soddisfarle, all’interno di un confronto che fa bene a tutti, a chi produce, ma anche all’intero territorio regionale, perché la cultura è un terreno sul quale dobbiamo puntare molto, anche in vista di Go!2025».
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Anzil immagina, come ha già dichiarato poco dopo l’ingresso in Giunta, «una nuova stagione, un Rinascimento culturale per il Friuli Venezia Giulia», per favorire il quale «è necessario un fervido lavoro degli operatori del mondo culturale, intesi come artigiani della cultura, soggetti capaci di svolgere un lavoro che abbia connotati e qualità artistiche. D’altronde anche nel Rinascimento era labile il confine tra artigiano e grande artista. Noi pensiamo che proprio partendo dal mondo delle imprese sia possibile accendere la fiamma che innesca un percorso virtuoso. L’ente pubblico si assume l’onere di spingere il percorso, che però funziona se poi è in grado di andare avanti velocemente, con ruolo forte dei privati. In questa regione le risorse pubbliche investite in cultura sono importanti ma non potranno mai esser sufficienti da sole a spingere questa stagione di rinascita culturale. A volte - così Anzil - le aziende tradizionali hanno interesse a investire in forme nuove di comunicazione e innovazione ma non hanno tutti gli strumenti per raggiunge gli obiettivi: magari serve la piccola impresa creativa che ha l’idea geniale, l’estro, la fantasia. Possono unire le forze e far nascere belle sinergie. Ma serve un percorso: Eureka va in questa direzione».
Tornando a Gorizia e Pordenone, la prima con Nova Gorica Capitale europea della Cultura nel 2025 e la seconda possibile candidata a Capitale italiana della cultura nel 2027, Anzil spiega che «la nostra è una regione policentrica e immagino una cultura polifonica. La programmazione deve saper offrire un ventaglio di possibilità molto variegato. Per Pordenone 2027 è previsto uno stanziamento pluriennale. Quest’anno iniziamo a finanziare lo studio di fattibilità della candidatura della città. Ma ovviamente prevediamo già uno stanziamento pluriennale di circa un milione di euro l’anno, nell’ipotesi in cui la candidatura si tramutasse in assegnazione. Diamo già oggi garanzia al Governo a supportare, con finanziamenti regionali annuali fino al 2027, la città».