Il filo della memoria di Robert Kay dalle Hawaii fino a Mantova
Robert Kay è passato per Mantova. Lo abbiamo incontrato mentre era in Archivio storico comunale, al Centro Baratta, a caccia di documenti. Su un tavolo c’erano giornali, fotografie, avvisi, proclami e altre carte di quando la guerra era agli sgoccioli, ultimissimi giorni, già vinta dagli Alleati con i tedeschi in fuga verso nord. Robert è di San Francisco ma vive a Honolulu, nelle Hawaii. È figlio di John Kay, il capitano dell’esercito degli Stati Uniti che sbarcò a Salerno, andò ad Anzio e poi su fino a Mantova, girando infine a destra per Villafranca e oltre.
Intorno al tavolo di documenti, con Kay c’erano gli storici Carlo Benfatti, Giacomo Cecchin e Renato Zavattini, l’assessore Alessandra Riccadonna, il responsabile dell’archivio Andrea Barbieri e l’archivista Paola Fila che ha curato l’incontro insieme a Cecchin.
Robert vuole scrivere un libro sulla vita di suo padre partendo da appunti raccolti in un diario che suo padre gli ha lasciato. Un report del capitano John Kay, compilato con macchina da scrivere a Mantova il 25 aprile 1945 su un foglio prestampato, restituisce la situazione della città «con riferimento - ha detto Cecchin - agli edifici e ai ponti, ai rifornimenti alimentari e all’energia e a tante altre cose. Ad esempio, registra la presenza dei partigiani che in città sono oltre 300, appartenenti alle brigate socialiste, comuniste e liberali. Parla del vescovo Menna definendolo fascista e odiato dalla popolazione e registra anche le cinque case chiuse presenti con 20 ragazze».
Benfatti ha ricordato Manlio Andreani, giornalista della Gazzetta scomparso qualche anno fa, che nel 1945 vide gli americani entrare a Mantova. Robert Kay possiede un archivio digitalizzato di documenti e fotografie che verserà a una biblioteca americana. Il capitano John non parlava volentieri della propria esperienza di guerra. Sulla scorta del diario del padre, Robert cerca di saperne di più. Ha lavorato in un ufficio stampa aziendale e ha già scritto alcuni libri di viaggio. Attendiamo il prossimo, che sarà di storia, con pagine dedicate a Mantova.