La Tosina di Monzambano diventa meta di visita per gli universitari
Prosegue la dodicesima campagna scavi al sito neolitico Tosina di Monzambano, l'abitato che si colloca tra il 4100 e il 3600 avanti Cristo, iniziata lo scorso 12 giugno e che si concluderà il prossimo 14 luglio.
Le attività da parte degli archeologi e studiosi provenienti da diverse Università italiane continuano in maniera febbrile, così come racconta il padre della scoperta risalente al maggio del 2003 e presidente dell'Associazione culturale, “Amici di Castellaro”, Emilio Crosato. Ma c'è di più. Quest'anno tali attività sono state impreziosite dalle visite guidate agli scavi, organizzate dallo stesso Crosato, con Nicola Cappellozza, archeologo, Fabio Bona, archeozoologo, oltre a studenti, laureati e specializzandi provenienti, in particolare, dagli atenei di Firenze e Siena.
«I partecipanti - ha spiegato - hanno seguito con estrema attenzione quanto veniva presentato ponendo domande, visibilmente affascinati nell'osservare oggetti appena scavati che "parlavano" di uomini vissuti ben seimila anni fa con la loro vita, le loro attività ed il loro ambiente. L'uomo di oggi, dunque, abbattendo il tempo, può relazionarsi - attraverso i reperti rinvenuti - con questi contadini, allevatori ed artigiani vissuti a Tosina». Insomma, lo si può tranquillamente definire un incontro ravvicinato con il passato remoto, al fine di ricostruire una quotidianità che via via, campagna dopo campagna, viene riportata alla luce.
Gli organizzatori, infine, informano che il prossimo appuntamento con le visite guidate avrà luogo venerdì 7 luglio, a partire dalle 16 alle 18. Si ricorda, inoltre, che per il 2023 è prevista una serie di iniziative per celebrare il ventennale della scoperta tra cui un convegno e la stampa di un nuovo libro per gli alunni delle scuole.