Mister Buscè ed Empoli si salutano dopo dieci anni di successi (e due scudetti)
La notizia che avevamo anticipato qualche giorno fa (https://www.pianetaempoli.it/ultimora-pe-antonio-busce-verso-la-vibonese/) adesso è ufficiale: Antonio Buscé sarà il nuovo allenatore della Vibonese. Causa il mancato rinnovo del contratto da parte dell’Empoli FC, l’ex pendolino” azzurro si è cercato una sistemazione altrove. L’ha trovata a 900 Km da Empoli: a Vibo Valentia, con la Vibonese appunto. Insieme a lui ci sarà anche il suo attuale vice, Francesco Nuti. Con la squadra della città calabra mister Buscè affronterà per la prima volta l’esperienza della panchina con i ”grandi” e lo farà con una squadra che milita nel Campionato di Serie D. Una Società, quella rossoblu, che sta vivendo una sorta di rifondazione, con una grande determinazione a coinvolgere il tessuto economico e sociale del territorio e coltivando, ma senza fretta, qualche ambizione che si coniughi con una gestione sana delle risorse e con la voglia di scovare e far crescere i giovani. In questo senso nessuna scelta poteva essere più azzeccata di quella che ha portato il nuovo DS della Vibese Ramondino a puntare sull’ex azzurro.
Buscè, nei suoi 10 anni di permanenza da allenatore a Empoli è stato quello più vincente di sempre. Per lui parlano i risultati: dalla stagione 2014/15 quando vince il titolo regionale dei Giovanissimi B ai suoi capolavori che sono stati lo scudetto conquistato al termine della Stagione 2018/19 con gli Under 16 (ad oggi l’unico titolo nazionale in bacheca dell’Empoli nella categorie del Settore Giovanile – escluso la Primavera) e lo scudetto conquistato al termine della Stagione 2020/21 con la Primavera. Per non dimenticare i play off ed una fase Finale raggiunti con gli Under 15 e, aggiungerei, anche le due salvezze consecutive conquistate nell’ultimo biennio con la Primavera, risultato non scontato che potremmo equiparare a quello raggiunto dalla Prima Squadra.
Ma oltre alle vittorie, i 10 anni di Buscè sulle panchine delle giovanili azzurre (iniziò con gli Esordienti nella Stagione 2013/2014) sono stati anche anni che hanno visto crescere tanti giocatori come Ricci, Belardinelli, Asllani, Baldanzi, Fazzini, Viti, Donati, solo per citarne alcuni. Antonio Buscè, quando faceva il ”pendolino”, ha indossato 297 volte la maglia azzurra (il terzo di sempre) e quella maglia ha continuato a portare, invisibile ma indissolubilmente cucita sulla sua pelle e sul cuore, per i 10 anni passati in panchina, a mietere successi e far crescere talenti.
Antonio ha guidato la Primavera dall’estate del 2019 – il più longevo dopo Ettore Donati a sedere su quella panchina . Quattro Stagioni (di cui una, quella 2019/20 interrotta a marzo 2020 per il Covid) nelle quali, come già era accaduto con le squadre guidate prima, ha prodotto sempre un calcio piacevole da guardare, dimostrando capacità di leggere ed interpretare ogni partita, idee tattiche precise che hanno dato sempre identità alla squadra, favorito la crescita dei giocatori sia dal punto di vista tecnicio che della personalità. Buscé ha sempre dato alle sue squadre il suo marchio di fabbrica: ricerca del gioco, determinazione, carattere.
Per questo, in cuor nostro, speravamo che la Società di Monteboro avrebbe puntato su di lui per continuare a lasciarlo al timone delle squadre Primavera dei prossimi anni, sul modello di ciò che per un ventennio aveva fatto la Roma con De Rossi, tra l’altro con risultati eccellenti sia in termioni di risultati sia in termini di giocatori passati poi alla prima squadra. Lo stesso Buscè, nel corso della nostra intervista del 1 giugno scorso (https://www.pianetaempoli.it/tv-intervista-esclusiva-ad-antonio-busce/), a nostra specifica domanda se avrebbe gradito guidare anche per altri anni la Primavera rispose ….”sarebbe qualcosa di straordinario nei confronti del sottoscritto…mi farebbe enorme piacere”. La Società ha deciso di fare altre scelte. Contiamo quanto prima di chiedere a Buscé le ragioni di questo forzato distacco, come contiamo di chiederlo anche all’Empoli FC.
Ad Antonio va comunque il nostro sincero in bocca al lupo per questa sua nuova avventura, ed un ringraziamento per il calcio che ci ha fatto vedere prima come calciatore e poi come allenatore: vedere giocare prima lui e poi le sue squadre è stato un privilegio.
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