Fermato per omicidio il marito della donna trovata morta in casa: sequestrati anche i vestiti
FIUME VENETO. L’indagine, ai suoi albori, sulla morte di Laura Pin, 74 anni, trovata esanime nel suo letto mercoledì 28 giugno dalle assistenti domiciliari, vivrà martedì 4 luglio due tappe decisive: l’autopsia, per chiarire le cause del decesso, e l’interrogatorio dal gip, che deciderà se convalidare o meno il fermo di Severino Sist, 75 anni, indiziato dell’omicidio della moglie.
L’anziano si trova in carcere dalle prime ore di sabato. Oltre ai sigilli sulla villetta in via Bassi a Fiume Veneto, in cui la coppia di coniugi viveva, sono stati sequestrati anche i vestiti che indossava Sist al momento del fermo. Saranno sottoposti ad analisi per la ricerca di eventuali tracce biologiche. Per meglio precisare la dinamica sarà effettuato anche un sopralluogo nella casa, posta sotto sequestro.
[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Trovata morta in casa, il marito fermato per omicidio]]
Il pm Andrea Del Missier non vuole tralasciare alcun dettaglio. Da quando, giovedì, è arrivata ai carabinieri la segnalazione del medico di base, che ha richiesto un esame autoptico per stabilire le cause del decesso di Laura Pin, non essendo riuscito ad appurarle, gli accertamenti della procura sono partiti a spron battuto.
Dalla constatazione del decesso – mercoledì a mezzogiorno – era passato però già più di un giorno. E dalla data della morte, ancora di più, stando al primo esame del medico legale Antonello Cirnelli: il decesso dell’anziana potrebbe risalire almeno a martedì, se non addirittura al giorno prima. A fare chiarezza sul punto, però, ci penserà l’autopsia.
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I carabinieri hanno sentito la cerchia più vicina alla coppia (familiari e figure di riferimento, come il medico di base) per ricostruire il contesto e i rapporti fra i coniugi. I sospetti degli inquirenti si sono addensati sul marito e acuiti durante l’interrogatorio per le contraddizioni nel suo racconto. Severino Sist ha spiegato i lividi con due cadute accidentali e ha riferito di non aver capito che sua moglie era deceduta.
Restano ancora molti punti da chiarire. Innanzitutto, qual è la causa della morte di Laura Pin. Ciò che emerso, finora, dalla ricognizione esterna della salma, è che l’anziana presenta su fronte e mento ematomi ed ecchimosi. Non sono stati trovati altri segni o lesioni sul corpo. Se fosse caduta dal letto – la prospettiva degli inquirenti – avrebbe riportato lividi anche altrove, non solo sul volto.
La pensionata era costretta a letto da quasi un anno da una grave patologia, non riusciva a muoversi da sola. Gli ematomi su fronte e mento erano potenzialmente letali oppure no? Anche a questa domanda dovrà rispondere l’autopsia.
L’avvocato Antonino Di Pietro, difensore d’ufficio di Sist, è pronto a dare battaglia su più fronti. «Gli avevo consigliato di restare in silenzio all’interrogatorio, ma lo hanno convinto – ha sostenuto l’avvocato Di Pietro – e ha detto: “Voglio rispondere”. Non ero d’accordo, così come non sono d’accordo sul fermo: presuppone un pericolo di fuga, la volontà di sottrarsi alle indagini. Ma non è il suo caso. Gli hanno sequestrato l’abitazione, non ha un posto in cui stare».
Valutati gli atti dell’accusa, scatteranno le indagini difensive per ricostruire l’accaduto. A quanto risulta al legale, era la stessa inferma ad opporsi al ricovero in una struttura specializzata. Ad avviso del legale Sist «ha bisogno di essere curato, non di stare in carcere». La difesa intende chiedere l’autorizzazione a una visita psichiatrica, all’esito della quale potrebbe essere percorsa la strada dell’incidente probatorio sulla capacità dell’indagato. —