Grado, in migliaia per il Perdòn e folla di fedeli a Barbana: il corteo di barche attraversa la laguna senza ostacoli
GRADO. Sciolto regolarmente il voto di ringraziamento della popolazione gradese alla Madonna di Barbana che nel 1237 si era votata a lei per essere salvata da una dura e pericolosa pestilenza. Una splendida giornata di sole ha fatto accorrere oltre che i gradesi anche tanti turisti che hanno voluto assistere alla partenza del corteo di barche pavesate a festa dove spiccava la nuova barca ammiraglia. La Regina del Mare ha consentito di poter tornare a montare gli alti alberi e il grande “felso” (il baldacchino che protegge dal sole o da eventuali intemperie la statua della Madonna). Nell’area centrale del porto e lungo i moli, ma anche sui terrazzi e le finestre delle abitazioni, migliaia e migliaia di persone plaudenti, molti dei quali si segnavano il segno della croce. Immancabili le foto soprattutto con i cellulari. Al passaggio del corteo dinnanzi agli attracchi e ai porti nautici le sirene delle imbarcazioni; poi il passaggio davanti alla Madonnina del Mare prima di passare attraverso il ponte girevole per dirigersi a Barbana. In attesa c’erano tanti altri fedeli, arrivati sull’isola con i motoscafi di linea che hanno iniziato le loro corse continue alle 7 del mattino.
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Prima di quell’ora, addirittura alle 4, volontari si sono recati a tagliare le ortensie per addobbare tutti i mezzi del corteo. Parte di queste, al ritorno, sono state gettate alla Madonnina del Mare, le altre sono state donate ai fedeli che hanno atteso in porto il rientro del Perdòn. Tanta gente e tante autorità: oltre al sindaco Kovatsch, il prefetto di Gorizia, Raffaele Ricciardi, l’assessore regionale Sebastiano Callari e tra gli altri, il sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, giunto a bordo del motoscafo di un’associazione. E ancora Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Protezione Civile regionale (oltre a decine di volontari facenti capo al gruppo di Grado), il presidente della Git, Roberto Marin, il presidente della Fondazione Carigo, Alberto Bergamin, assessori e consiglieri comunali gradesi.
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Prima della partenza si sono imbarcati sull’ammiraglia anche i componenti della corale Santa Cecilia, ma solo gli uomini. Le donne del coro hanno dovuto salire su un peschereccio. Questo perché a bordo dell’ammiraglia ci dev’essere solamente una donna, la Madonna. Unica deroga due chierichette che hanno fatto parte del grande apparato schierato dalla parrocchia e dalla Diocesi.
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Assieme all’arcivescovo Carlo Maria Redaelli, c’erano l’arciprete di Grado, monsignor Paolo Nutarelli, don Gianni Medeot e, in occasione del loro venticinquesimo sacerdotale, i gradesi don Giorgio Longo, don Miche Tomasin e don Gilberto Dudine. Il vescovo ha concluso l’omelia chiedendo aiuto alla Madonna affinché interceda con il Signore affinché le persone esprimano sempre il loro amore e fedeltà verso la famiglia e gli altri.
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Ad accogliere tutti a Barbana i monaci con in testa il priore pro tempore, don Giacomo, in attesa che a settembre giunga colui che sostituirà padre Benedetto Albertin, deceduto poco tempo fa a soli 53 anni in Brasile, dove s’era recato per farsi curare. Dopo i momenti di fraternità all’ombra del grande parco, l’Angelus e il rientro in porto alla guida di monsignor Nutarelli che in basilica ha concluso il voto con il Te Deum di ringraziamento.