L’Atletica rivendica lo stadio Grezar: «La struttura non è del calcio»
TRIESTE «Lo stadio “Pino Grezar” è una struttura riservata all’atletica. Che in casi eccezionali come l’arrivo della nazionale di calcio può essere “prestato” al pallone».
Massimo Di Giorgio, presidente regionale della Fidal, replica così alle dichiarazioni del suo omologo nel calcio Ermes Canciani che aveva chiesto di ridare al calcio lo stadio “Grezar”.
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Di Giorgio, il Grezar deve tornare al calcio come sostiene Canciani?
Francamente sono rimasto basito dall’uscita di Ermes, che considero un amico. Io rappresento il mondo dell’atletica, e a nome di tutte le 97 società regionali affiliate alla nostra federazione chiedo dignità e rispetto per il nostro sport. Non siamo rivali di nessuno, e anzi vorremmo andare d’accordo con tutti.
Ma bisogna stabilire una volta per tutte che lo stadio “Grezar” è per l’atletica e basta. A quel punto saremmo disposti a “prestarlo” al calcio se dovesse venire la nazionale, purché venga messo nero su bianco che le spese di risistemazione del manto erboso spettano al calcio. Ripeto: non siamo rivali del calcio, vogliamo solo chiarezza e niente di più. Anche perché quello degli impianti è un problema annoso per l’atletica in regione.
Qual è il quadro della situazione?
A Trieste i problemi sono notevoli, considerando che disponiamo solo del “Draghicchio” che è un campo scuola e del “Grezar” che paga la scelta scellerata del 2019 di modificarne la natura per sole tre partite degli Europei U21, rimane un’opera incompiuta rispetto agli intenti del 2003 quando si decise di riservarlo esclusivamente all’atletica stanziando più di 14 milioni da fondi regionali e a novembre perderà anche l’omologazione per ospitare gare ufficiali.
Ma è proprio impossibile far coesistere calcio ed atletica in occasione di eventi calcistici importanti?
Una soluzione di questo tipo è stata discussa più volte, ma il “Grezar” andrebbe riadeguato mettendo paletti ben definiti. Evidentemente ancora non ci siamo riusciti.
A livello prettamente sportivo, qual è lo stato di salute dell’atletica a Trieste?
L’atletica a Trieste è in un momento estremamente buono, trainata come tutto il movimento italiano dai grandi risultati degli azzurri negli ultimi anni. A Trieste ci sono 22 società con 78 tecnici e 2548 atleti tra i quali alcuni molto promettenti.
Potremmo vederne alcuni a Parigi 2024?
I due triestini che potrebbero approdare alle Olimpiadi sono Simone Biasutti nel salto triplo e Max Mandusic nel salto con l’asta, mentre a livello regionale siamo ben rappresentati anche nel salto in alto dalla pordenonese Alessia Trost: speriamo di distinguerci come regione virtuosa anche ai prossimi giochi.