Mondo del podismo triestino in lutto per la scomparsa di Lo Gatto
TRIESTE Ha trasmesso la sua passione per la corsa a tanti triestini, che con lui hanno iniziato ad allenarsi fino a partecipare alle maratone. Poi un malore lo aveva frenato, con gravi deficit permanenti, ma era rimasto nel mondo del podismo, con la sua carrozzina spinta sempre da amici e sportivi, in tutto il mondo. Si è spento a 74 anni Pino Lo Gatto, storico istruttore e direttore sportivo della Bavisela.
Nel 2011 il suo fisico era stato duramente minato da un ictus, a cui, negli ultimi anni, si erano aggiunti altri problemi di salute. Al suo fianco la moglie Alessandra Butti, conosciuta proprio durante gli allenamenti e sposata nel 2008.
Insieme avevano corso una decina di maratone ovunque prima del malore, compresa la più ambita dai runner, quella di New York. E insieme erano tornati nella Grande Mela nel 2015, con lo staff della Bavisela, dove Butti era impegnata, per una corsa su una distanza più breve, ma per vivere comunque le stesse emozioni di un tempo.
Già nel 2013, come in altre occasioni, proprio gli amici della Bavisela avevano accompagnato Lo Gatto a Klagenfurt, dove a turno avevano spinto la carrozzina fino al traguardo, sostenendolo in piedi, con le braccia, negli ultimi metri.
Tra chi l’ha conosciuto prima e dopo la malattia c’è Fabio Carini: «Con Pino ho cominciato a correre nel 2007, appassionandomi di running e di Bavisela anche grazie al costante impegno che, insieme all’inseparabile Alessandra, ha profuso a favore di costruzione e sviluppo di un team amatoriale di anno in anno più numeroso.
Da organizzatore della Bavisela, trasformata poi nel “Trieste Running Festival”, ho tratto forza e coraggio da quella sua voglia di non cedere al destino. Il momento che mai dimenticherò, però, è quel traguardo della mezza maratona di Klagenfurt tagliato insieme a chi gli ha sempre voluto bene».
Stefano Bernobich, anche lui allora nel team Bavisela, ha nella mente l’immagine «di Pino nella sede della Bavisela prima della malattia, sempre attivo. Poi un periodo molto difficile ma che grazie a Alessandra ha potuto affrontare più serenamente. Insieme abbiamo partecipato a diverse gare».
Giuseppe Mandorino, fotografo, mostra un’immagine di Lo Gatto: «Per me è uno scatto particolare, la sua ultima gara, la Miramarina il 27 agosto del 2011. Qualche settimana dopo purtroppo sarebbe iniziato il suo dramma». Per Dora Bandel, anche lei appassionata di corsa, «è stato bello scoprire con lui non solo la fatica, ma anche le gioie e le condivisioni delle difficoltà, una conoscenza che poi è diventata amicizia e legame con lui e Sandra».
I funerali sono stati celebrati nei giorni scorsi all’estero, dove da qualche anno la coppia si era trasferita. A settembre ci saranno una funzione a Trieste, una corsetta e un “rebechin” finale a Basovizza: «Ricorderemo Pino – così la moglie – con le cose semplici che più amava».