Pasticcio Eurovita, il sollievo amaro del pensionato mantovano per la polizza salva: «Io, preso in giro»
Rabbia, impotenza, frustrazione. E un sollievo tardivo, che comunque non lo ripagherà del terremoto emotivo. Tutta la gamma dello sconforto per un pensionato mantovano di 68 anni, stretto suo malgrado nella trappola di Eurovita, la compagnia scivolata in amministrazione straordinaria e finita sotto la lente dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, che a marzo ha congelato le somme e stoppato i riscatti.
Tradotto in cifre, oltre 400mila polizze bloccate (per 15,3 miliardi di euro). Tradotto in sentimento, altrettanti risparmiatori sospesi in un limbo d’angoscia fino a ieri. La buona notizia è che una soluzione è stata raggiunta – il salvataggio da parte di cinque big assicurativi, con il coinvolgimento delle banche che avevano collocato le polizze Eurovita – ma le somme resteranno bloccate fino al 31 ottobre. Mentre si allunga l’ombra dell’inchiesta della procura di Milano.
Insomma, un pasticciaccio che ha travolto centinaia di migliaia di risparmiatori oculati. È proprio questo, al di là dei dettagli tecnici, il nodo della vicenda, che ha incrinato la fiducia dei correntisti e adesso minaccia di innescare una fuga dalle assicurazioni. Non ama il rischio nemmeno il pensionato mantovano: niente nome per rispetto del suo disagio – il sessantottenne confessa di averla vissuta male – ma una testimonianza esemplare dello smottamento che la mossa delle banche e il naufragio della compagnia hanno innescato.
«A propormi Eurovita è stata la mia banca, con la quale in passato avevo già fatto dei piccoli investimenti. Sì, mi fidavo» racconta il pensionato che, dopo la chiusura dell’azienda per cui aveva lavorato una vita, ha terminato la carriera in un’attività messa in piedi insieme agli ex colleghi. Un uomo tenace. «Niente operazioni azzardate, io volevo fare un investimento tranquillo, e cosa c’è di più sicuro di una polizza sulla vita? Mi sono lasciato persuadere anche quando mi è stato detto che la cifra minima era di 35mila euro, mentre io volevo limitarmi a 10mila. Così alla fine ho intestato la polizza a mia figlia».
Era il dicembre del 2021 e tutto è andato liscio fino allo scorso marzo, quando la telefonata di un funzionario della banca ha rovesciato in tempesta la serenità del pensionato, che si è subito rivolto a Federconsumatori Mantova. «Ho provato tanta rabbia, mi sono sentito preso in giro e poi sono stato travolto dall’impotenza – confida – Ce l’avevo con la banca, certo, ma soprattutto con me stesso, perché ci ero cascato. Se cambierò istituto? Sicuro, non appena avrò recuperato i miei soldi». Sollevato dal salvataggio? «Fatico a crederci. E, comunque, le somme saranno bloccate per altri quattro mesi». L’estate è rovinata.