Stagione dei saldi al via: ecco le nuove regole per vedere i veri sconti anche online
TRIESTE Maggior chiarezza nella scontistica in caso di saldi e vendite promozionali, regole molto più rigide sulle pratiche di commercio sleali, sanzioni per comportamenti ingannevoli nei confronti del consumatore, come le false recensioni. C’è chi ha parlato del decreto legislativo numero 26 del 7 marzo 2023, con cui il Governo mette mano al Codice di tutela del consumatore, come di una mezza rivoluzione.
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È la prima volta infatti che una legge va a intervenire sull’online, uniformando le regole per l’e-commerce e i negozi tradizionali. In realtà la norma, che è entrata in vigore nella giornata di ieri e che avrà il proprio battesimo di fuoco con l’inizio dei saldi estivi di giovedì 6 luglio, va semplicemente a recepire una direttiva Ue datata 2019.
Certo è che l’impatto sarà a tutti i livelli, dalla bottega di quartiere alle maxi catene fino appunto ai portali di vendita online. E richiede adeguamenti dei sistemi informatici gestionali e, nei negozi fisici, dei cartellini dei prezzi nella gestione delle vendite promozionali, di fine stagione e liquidazione. Il decreto si applica alla vendita di qualsiasi prodotto: fanno eccezione solo i prodotti agricoli, quelli deperibili e vengono esclusi i cosiddetti “prezzi di lancio” e le “vendite sottocosto”. Le nuove norme indicano come il prezzo di riferimento nell’annuncio di sconto debba essere il più basso praticato dal venditore nei trenta giorni precedenti: perciò se già c’era stato un ribasso, sarà quello il prezzo indicato nel cartellino e quello il riferimento per indicare la percentuale di sconto. Le sanzioni previste per i trasgressori vanno da 516 a 3.098 euro.
Per preparare i propri soci a questa piccola rivoluzione Confcommercio Udine ha promosso anche un appuntamento informativo per le imprese sotto forma di webinar online. In Venezia Giulia «siamo in attesa che gli uffici romani di Confcommercio analizzino la nuova direttiva», dice per ora Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia e di Confcommercio Trieste.
Con la nuova normativa in ogni caso cambia moltissimo anche per l’online: si rafforza l’azione di contrasto dell’autorità pubblica, si obbliga alla trasparenza nelle ricerche, si interviene sulle recensioni false e s’impone la chiarezza nel caso di un prezzo dinamico, deciso da un algoritmo. «Con questa normativa si è voluto mettere mano per la prima volta anche all’e-commerce, secondo il principio “stesso mercato stesse regole” - è il commento di Alessandro Tollon, presidente di Confcommercio Federmoda Udine -. E in effetti ci sono molti esempi di piattaforme che presentano prezzi che salgono e scendono come la borsa di Wall Street, con percentuali di sconto che spesso non corrispondono a verità: ora non si potrà più fare».
La svolta è rilevante, secondo Tollon, perché la psicologia insegna che, soprattutto in alcune logiche distributive online e outlet, ciò che guarda principalmente il consumatore prima di fare un acquisto è la percentuale di sconto. «La normativa fa chiarezza su questo punto fondamentale, perché il consumatore non va ingannato. Ciò vale anche per i negozi fisici, per quanto da anni nel nostro circuito non ci siano segnalazioni di scorrettezze di questo tipo».